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Rifiuti, i Comuni non ci stanno «No alla quota cauzionale»

Rifiuti, i Comuni non ci stanno «No alla quota cauzionale»

Bondeno, al Centro Polifunzionale aspro confronto con la guida di Clara «Nessuna informazione corretta sulla dilatazione dei tempi di raccolta»

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BONDENO. La battaglia per la riforma della tariffa sui rifiuti passa dal centro polifunzionale.

Dove si è ricapitolata la storia degli ultimi mesi di un servizio rifiuti «sempre più caro, che invece avrebbe dovuto essere ridotto del 10% del costo entro il 2020», come ricorda l’assessore all’ambiente Marco Vincenzi, presente all’appuntamento assieme all’ingegnere comunale Irene Grechi.

La questione passa dalle variabili indipendenti, che sono costituite dal personale e dall’organizzazione del servizio, ma anche dalle vicende più recenti: come il nuovo piano finanziario da concordare con Atersir. In sala, ci sono anche Annibale Cavallari (presidente di Clara), Massimo Bianconi e Sandro Pelati della stessa società.

Oltre al presidente del consiglio comunale, Ornella Bonati, ed i consiglieri Pd, Tommaso Corradi e Mauro Verri. Quello che è arrivata, secondo l’amministrazione comunale, è invece stata la proposta «irricevibile» di una quota cauzionale pari a 50 euro procapite, per ciascun cittadino.

Il risultato è stata la presa di posizione quasi all’unanimità dei comuni dell’Alto Ferrarese, cui ha dato indirettamente ragione Atersir.

L’organo che presiede la gestione dei rifiuti a livello regionale sottolinea che, essendo stato approvato un piano finanziario, non si possono modificare le condizioni del servizio, come invece ha fatto Clara, «dilatando i tempi di raccolta.

Atersir – sottolinea Vincenzi – chiede che si arrivi ad un accordo con Clara, in mancanza del quale interverrà l’organismo superiore».

Tra gli effetti del contenzioso: la dilatazione dei tempi della raccolta di carta, plastica e quant’altro che da settimanale è diventata quattordicinale, «senza una corretta informazione, che ha lasciato disorientati i cittadini. I quali hanno messo fuori i rifiuti sbagliati nei giorni sbagliati».

Su Clara pende il rinnovo della gestione del servizio per i prossimi anni. Senza contare che, a parere di Vincenzi, mancano anche le condizioni: «le tre “e” – dice Vincenzi –: economicità, efficienza ed efficacia, che al momento non sembrano esserci». Tra le questioni rimbalzate durante l’incontro pubblico, anche il servizio di raccolta pannoloni, che un tempo finivano nell’indifferenziata, mentre ora sono state collocate allo scopo 16 calotte (di cui 4 nel capoluogo e una in ogni frazione).

In via Rossaro ed a Scortichino si parla di un’ipotesi di calotte apposite per indifferenziata e umido, accessibili 24 ore al giorno attraverso tessera magnetica (e videosorveglianza attiva).

La proposta di una parte del pubblico è quella, però, di un ritorno ai “cassonetti a calotta”, anche perché «da quando è arrivato il “porta a porta” sono aumentati gli abbandoni».

«Bisogna partire da un migliore sistema di raccolta e riciclo, visto che così come viene raccolta la plastica è inutilizzabile», incalza un altro cittadino. «Cambiamo soggetto gestore!», viene suggerito in sala. Il nervo, evidentemente, è scoperto. —

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