Verifiche tecniche al santuario Celletta «Risposte in agosto»
Iniziate ieri le indagini sullo stato della struttura e del tetto Il santuario è chiuso dal 28 ottobre: un boato e lo sgombero
ARGENTA. «Ho tempo 60 giorni e quindi, nelle prossime settimane massimo entro la metà di agosto, sicuramente daremo una risposta su cosa è successo alla Celletta».
A parlare è Matteo Vincenzi, ingegnere di Bondeno incaricato dall’amministrazione comunale di Argenta, di “verifiche di dettaglio della struttura di copertura – come recita il mandato – mediante sopralluogo in quota e relative indagini specialistiche preliminari al fine di capirne lo stato di consistenza ed evidenziare la necessità o meno di una ulteriore campagna di indagine e di intervento strutturale di consolidamento statico nel caso emergano criticità strutturali della copertura stessa”.
la volontaria
Un incarico espletato per la prima volta ieri mattina grazie anche alla disponibilità di Gabriella Canola, una volontaria che da tempo si occupa in tutto e per tutto della Celletta. Un santuario caro agli argentani ma che dal 28 ottobre è chiuso in quanto, durante la messa delle ore 10, un boato suggerì al parroco don Fulvio Bresciani di sospendere la funzione e far uscire i fedeli presenti prima che succedesse l’irreparabile.
Il successivo sopralluogo dell’allora sindaco Antonio Fiorentini decretò la chiusura con un’ordinanza e da allora sono stati eseguiti solamente alcuni accertamenti con anche l’utilizzo di un drone.
la visione
Di qui l’incarico a Vincenzi che assieme ad una collega, ieri poco prima di mezzogiorno, è entrato nel santuario. «Siamo intervenuti per prendere visione di ciò che ancora non avevamo visto – ha dichiarato il professionista – e poi per prendere un po’ di misure per stabilire come muoverci, con che mezzi possiamo agire all’esterno del santuario e soprattutto con che mezzi andare sulla copertura per le verifiche».
Parlando di mezzi, l’ingegnere ha anticipato che si farà uso di un cestello elevatore «perché dobbiamo vedere la struttura della copertura e per verificarlo utilizzeremo un accesso, una porta che però non dà la possibilità di muoversi all’interno del sottotetto. Quindi, intanto accederemo da lì poi sicuramente dobbiamo aprire una piccola porzione del tetto per vedere più copertura possibile».
Una “ricerca guasti” dunque fatta da esperti e non si esclude l’intervento anche di ditte specializzate di uomini che sanno muoversi su questo genere di strutture datate. A tal proposito Vincenzi tiene a precisare che «noi ci facciamo seguire da un laboratorio d’indagini specialistiche di materiali di Ferrara. Ripeto: entro metà agosto diremo cosa è successo». —
Giorgio Carnaroli
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