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Via libera del consiglio alla bretella di Bosco Opposizioni contrarie

Lorenzo Gatti

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MESOLA. Diventa sempre più concreta la realizzazione della cosiddetta “bretella”, congiungente via Cristina con via Palmiro Togliatti a Bosco, con l’approvazione in consiglio del progetto definitivo di questa nuova arteria.

La seduta, con la sola assenza di Valentina Bonazza (Mesola Cambia) tra le minoranze, si è svolta martedì sera e d è stata aperta dall’interpellanza di Luciano Tancini (Centro Destra Unito) sulla condizione di Via Boschetto, invasa dalla vegetazione e con la carreggiata degradata. A ciò, il sindaco Padovani ha risposto che subito mercoledì avrebbe incontrato il presidente della Provincia, Barbara Paron, per discutere il problema, in quanto la strada è comunale ma le pinete ai lati sono di competenza provinciale.

A seguire, tanti chiarimenti richiesti dalle minoranze al responsabile del settore servizi finanziari e tributi, Tiengo, relativamente alla variazione al bilancio preventivo che è passata coi 9 voti della maggioranza contro i due contrari del Centro Destra Unito e l’astensione di Ragazzi.

nodo “bretella”

Il punto saliente della serata era rappresentato però dalla votazione sul progetto definitivo della “bretella” via Cristina-via Togliatti che richiede una variazione al Piano regolatore generale comunale e l’avvio delle procedure di esproprio. Se Tancini, che avrebbe auspicato l’illustrazione del progetto alla cittadinanza, ha presentato due emendamenti relativi alla realizzazione di aree soste, Ragazzi ha pesantemente contestato l’opera. Il capogruppo di Mesola Cambia ha sostenuto che non sarebbe stato eseguito alcuno studio di fattibilità a supportare la nuova strada, che si proceda prima della dichiarazione di pubblica utilità, che l’offerta del professionista non sia congrua e non si possa urbanizzare un’area privata con fondi pubblici, perché serve una lottizzazione.

Per Ragazzi questa variante, sconfessata anche dallo stesso Rue (Regolamento urbanistico edilizio), rappresenta una violazione della legge. Invece, per il sindaco l’iter dell’opera è appropriato ed è possibile andare in deroga al Prgc. La proposta è stata approvata coi 9 voti della maggioranza; contrari i tre consiglieri delle opposizioni. —

Lorenzo Gatti

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