Il dolore dei genitori arrivati dalla Sicilia per l’addio ad Antonino
I sogni di un giovane trentenne entusiasta e pronto a mettersi in gioco, progetti per un avvenire che si presentava lungo e ricco di aspettative si sono interrotti tragicamente l’altro giorno sulla strada di Poggio Renatico mentre era alla guida della sua auto. Si chiamava Antonino Cairone, aveva 31 anni, ed era insieme all’amico Francesco Corti, 49 anni, con il quale aveva appena concluso un passaggio di consegne per la gestione di una casa di riposo. «Antonino – racconta il cugino Maurizio della società Judo di Ferrara – era arrivato qui con una esperienza di operatore socio sanitario alle spalle fatta in Sicilia, in un ambiente dove era molto difficile operare. Dopo il trasferimento, finalmente aveva trovato la sua strada e la stava percorrendo con sapiente operosità, ma un destino crudele lo ha fermato per sempre». Il dolore dei genitori e della sorella giunti in questi giorni dalla Sicilia è indescrivibile; non si può perdere un figlio così giovane, sano e felice per quanto stava realizzando, senza chiedersi perché e senza purtroppo darsi una risposta. «Io in realtà lo frequentavo a Maletto quando ci tornavo per le vacanze estive – conclude Maurizio – e l’avevo incontrato a Ferrara una volta o due dopo il suo arrivo circa due anni fa, ammiravo molto ciò che era riuscito a realizzare ed ero molto lieto per la considerazione che aveva da parte di tante persone che gli riconoscevano intraprendenza ma soprattutto professionalità. Siamo straziati dal dolore. Non sappiamo ancora quando ci saranno i funerali ma so che dopo l’autopsia lo porteranno giù in Sicilia».
Anche Francesco Corti lascia molto sconcertati i suoi amici specie quelli della contrada di San Benedetto dove era entrato qualche anno fa richiamato dall’atmosfera storico–rinascimentale che la caratterizza. «Era arrivato così gentilmente ed educatamente quasi in punta di piedi – ricorda il presidente Massimiliano Castellazzi – e lui trapiantato da Milano si era subito inserito nella commissione storica dando il suo prezioso contributo per l’allestimento del corteo storico. Per la scelta dei costumi e come socio del gruppo archeologico Arché della professoressa Onofri, ci aveva deliziato in Contrada con una conferenza sull’Addizione Erculea. Era una persona sempre pronta a collaborare, interveniva alle nostre cene e poi si ritirava quando non era più necessaria la sua presenza; aveva qualche difficoltà a camminare». Insomma, dai ricordi sembrava appartenere ad altri tempi, quelli che lui amava particolarmente; «era un uomo di cultura e siamo molto tristi – dice chi lo conosceva – per la sua perdita». Anche di lui non si conosce ancora la data del funerale che potrebbe svolgersi a Milano, visto che in quella città vive suo padre. Decisioni che saranno prese nelle prossime ore. —
Margherita Goberti
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