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Nessuno dimentica il piccolo Ibrahym «La sua morte ci ha ferito al cuore»

Nessuno dimentica il piccolo Ibrahym «La sua morte ci ha ferito al cuore»

Ieri incontro a scuola per il tredicenne deceduto dopo il tuffo Gli amici e gli insegnanti: era un ragazzino curioso e vivace  

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CENTO. Nessuno potrà mai dimenticare, all’Ic Il Guercino di Cento, Ibrahym Khalil Mohamed Diaby. In tanti – alunni, genitori, insegnanti e bidelli delle scuole medie che frequentava – hanno voluto ricordarlo ieri. A pochi giorni dalla terribile morte del tredicenne, avvenuta all’ospedale Sant’Orsola di Bologna dopo essersi tuffato domenica scorsa da un pontile dell’agriturismo Ai Due Laghi di Gambulaga, ed essere stato riportato a riva ormai esanime.

Un incontro spontaneo, organizzato davvero col cuore, un cuore infranto dal dolore, ma che non può dimenticare un ragazzino amato da tutti.

presenti in tanti

«Vogliamo affrontare insieme questa tragedia. La perdita di Ibrahym ci ha sconvolto e ferito nel più profondo del cuore. Sarà difficile accettare il fatto che non ci sia più».

Così si era detto alla vigilia nella scuola diretta da Anna Tassinari. E così è stato. In tanti hanno partecipato, anche amici di scuola e non solo i compagni di classe di Ibrahym. La dirigente, i professori e i suoi maestri delle elementari lo hanno ricordato per la sua curiosità, vivacità e arguzia. Commossi e affranti i giovanissimi: hanno ascoltato e qualcuno di loro ha preso la parola per condividere qualche aneddoto. Poi tutto è confluito in un grande applauso diretto a Ibrahym.

Alla fine erano tutti in lacrime, adulti e ragazzi, che si sono abbracciati in memoria di Ibra, rivolgendo un pensiero anche alla sua famiglia, per il terribile momento che genitori e sorelle stanno vivendo.

«C’erano tantissimi ragazzi, non me lo aspettavo – racconta un’insegnante –. Era un momento di cui proprio avevano bisogno per condividere questa forte emozione e grande dolore. Ci si rende conto che la scuola è la seconda casa, la seconda famiglia. E molti non volevano andare più via».

LA POESIA

È anche stato scritto un pensiero, una poesia, proprio dalla scuola, per ricordare quel ragazzo così speciale.

Eccola: “Li vedo tutte le mattine. Al suono della campanella. Che è un momento magico. Loro arrivano di corsa. Qualcuno attraversa la strada, senza guardare, e il vigile suona il fischietto. Altri in bicicletta. E l’appoggiano sempre nel posto sbagliato. Accanto alla scala di sicurezza. E allora dici di spostarla. E loro ti guardano con l’aria da furbetti. Ma la spostano sorridendo. Li vedo tutte le mattine. Nel momento magico del suono della campanella. Qualcun entra al forno a prendere la merenda proprio in quel momento. Poi arrivano in ritardo. Li guardo di sbieco. Ma ci scambiamo un sorriso. Li vedo tutte le mattine. Al suono della campanella. Ibra era seduto nel banco delle elementari. Con il suo sguardo vispo, attento, sorridente e poi era di nuovo dietro un altro banco alle medie, appoggiato al muro con la sua aria distrattamente attenta, vigile, vivo. Mi aveva promesso che avrebbe studiato di più. Perché in matematica Ibra andava forte. E anche a calciare il pallone. Li vedo tutte le mattine, al suono della campanella, momento magico dell’inizio di una nuova mattinata. Avremmo voluto tutti che quella campanella ti accogliesse ancora, piccolo Ibra. Invece ti accoglierà la campanella degli angeli”.

LE INDAGINI

Intanto sono in corso le indagini per omicidio colposo. Dovrà stabilire se il decesso sia stato causato dal tuffo e poi dall’annegamento o eventualmente ad un malore, il che cambierebbe le responsabilità. Indagato al momento solo Anton Slanzi, titolare dell’oasi di Gambulaga. Al vaglio i servizi di sicurezza per la balneazione. —

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