Non fu intossicata dal nichel Assolti i tre soci e costruttori
L’accusa: sostanze inquinanti nel palazzo innescarono la malattia a bimba di 6 anni I giudici cancellano tutto: il fatto non sussiste
BONDENO. Finisce tutto con quattro parole: «Il fatto non sussiste». Un caso lungo oltre 10 anni, scoppiato nel 2011, e finito davanti ai giudici con altrettanti anni di ritardo nelle indagini e nelle accuse, cadute ieri mattina per i tre imputati, i costruttori e soci del “Condominio Restagna” a Cantalupo. Assolti con la formula piena che più piena non si può Andrea ed Antonio Gallini Pirani e la loro madre Maria Pia Cervi.
Accusati di lesioni dolose su una bambina, che all’epoca dei fatti (2011) aveva 6 anni e che da allora - secondo l’ipotesi d’accusa - venne intossicata dal nichel che veniva sprigionato dalle fondamenta del palazzo. Che proprio nel 2011 venne evacuato per problemi strutturali e i costruttori (i Gallini Pirani), condannati in civile, a rifondere tutti i proprietari.
assolti
Il processo si è concluso ieri con la assoluta estraneità ad ogni accusa, nonostante la procura avesse chiesto per i tre imputati pene importanti (condanne a 6 anni e mezzo, ridotti dal rito abbreviato, partendo dai 9 anni iniziali). Un processo infinito, iniziato nel 2014, con i primi atti dei carabinieri del Noe, finito a Bologna alla procura antimafia per reati ambientali gravi, poi prescritti così come quelli di lesioni colpose. Quindi, la parte civile che rappresentava la bambina che soffre di intossicazione da nichel, aveva chiesto e ottenuto un cambio di reato portando a quello volontario: le lesioni, l’intossicazione, era da contestare poichè nelle fondamenta dell’ edificio vennero sversate materiali, inquinanti, tossico nocivi. Tra questi il nichel. Tesi d’accusa che non hanno retto assolutamente il vaglio dei giudici. Come aveva sostenuto l’avvocato difensore, non vi era nesso di causalità tra l’eventuale esposizione e la malattia. Anzi potrebbe anche esservi stata una predisposizione genetica della bimba. In assenza di riscontri oggettivi, i giudici hanno cancellato tutto. L’avvocato della bambina, Gabriele Bordoni, annuncia ricorso: «voglio leggere le motivazioni». Così come procura e procura generale potranno fare. —
D.P.
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