Terrazza sul Po, via i sigilli L’attività ora può riprendere
Ieri il dissequestro, ad appena otto giorni dallo stop della guardia di finanza L’imprenditore: «Ottima notizia, rigetto l’accusa che la struttura sia abusiva»
STELLATA. È stata dissequestrata ieri mattina La Terrazza sul Po, nota struttura turistica di Stellata. L’approdo realizzato una decina d’anni fa lungo il grande fiume, cui è associato un villaggio dedicato alla ricezione degli ospiti, era stato interdetto dalla guardia di finanza lo scorso 3 luglio per un presunto abusivismo.
Il provvedimento di dissequestro non può che aver fatto piacere al titolare della struttura che si trova a due passi dalla presa delle Pilastresi, l’imprenditore bondenese Regolo Boschetti.
soddisfazione
«È una bellissima notizia – spiega Boschetti – e non posso fare a meno di dire che quando mi è stato annunciata via telefono, ho esultato in messo ad altre persone, che credevano fossi diventato matto improvvisamente».
Non sono ancora esplicite le motivazioni alla base del dissequestro: per quelle bisognerà attendere la comunicazione ufficiale dell’autorità giudiziaria. Intanto però, Boschetti ha in animo di riprendere immediatamente l’attività della Terrazza sul Po. «Abbiamo tante iniziative in programma – dice l’imprenditore –. Per me è un impegno non indifferente, pensando che sto per fare 73 anni, però adesso posso ripartire con entusiasmo».
«troppa burocrazia»
In attesa di capire le motivazioni della rimozione dei sigilli effettuata dai finanzieri, Boschetti tiene a puntualizzare alcune cose: «Nono corrisponde al vero che la struttura fosse abusiva, in realtà la mia concessione dal Consorzio per la Bonifica di Burana scade tra nove anni. Ho avuto qualche difficoltà economica per via di 200mila euro di finanziamento europeo che mi sono stati negati per via di una eccessiva burocrazia: troppi enti a cui rispondere – sostiene l’imprenditore – tanto che mi sono trovato a rivedere il progetto iniziale».
LE INDAGINI
La denuncia all’autorità giudiziaria era scattata dopo gli accertamenti condotti dalle Fiamme gialle di Cento. Secondo le indagini dei militari, sia l’approdo sia la struttura ricettiva – realizzati su aree demaniali di circa 15mila metri quadrati, con tra l’altro quattro bungalow e un bar – non avevano le concessioni necessarie per svolgere attività turistico-ricreative.
Le fiamme gialle avevano inoltre constatato come il Consorzio di Burana avesse notificato nel 2017 che dal primo gennaio 2018 avrebbe revocato all’imprenditore bondenese la concessione sull’area su cui sorge il villaggio turisti, dopo che non era stato pagato al medesimo ente il canone annuo per l’uso dell’area, che era stato pattuito in sede di rilascio dell’autorizzazione. E quindi era scattata la denuncia per invasione di terreni e acque appartenenti al demanio pubblico, con la relativa sanzione amministrativa. —
F.T.
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