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Mille firme per il “No Fanghi” La mobilitazione continua

Franco Corli
Mille firme per il “No Fanghi” La mobilitazione continua

Il coordinamento si batte contro la diffusione del materiale solido da depurazione «Impianti sovradimensionati: vanno sospesi per salvaguardare l’ambiente»

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OSTELLATO. È iniziata anche a Ostellato la raccolta di firme per una petizione popolare contro gli impianti fanghi da depurazione ad Ostellato e Portomaggiore, presentata giovedì sera alla Sala Civica dal “Coordinamento No Fanghi” di Argenta, Ostellato e Portomaggiore.

gli esponenti

Sono già 1000 le firme raccolte a Portomaggiore, hanno spiegato gli esponenti Giovanni Molossi, Alex Baricordi e Daniela Fuschini.

Vari cittadini hanno posto quesiti e critiche nel corso dell’incontro svoltosi giovedì sera nella sala civica di Ostellato. Anche il presidente del Consiglio Comunale Pozzati, a nome del sindaco Elena Rossi (che i giorni scorsi ha emesso un’ordinanza invitando la ditta nella zona Sipro a prendere provvedimenti per eliminare i pesanti cattivi odori), ha dichiarato la vicinanza dell’Amministrazione.

Firme che servono per sostenere la proposta di “sospensione dell’attività per la produzione di fertilizzanti di fanghi da depurazione” hanno spiegato i promotori con cifre allarmanti su scandali emersi in Lombardia e Veneto, molti decessi per tumori.

In particolare secondo i promotori del Comitatio andrebbe fermata l’attività che in via Portoni Bandissolo a Portomaggiore e nella zona Sipro ad Ostellato.

l’attenzione

«La nostra iniziativa è per tener desta l’attenzione - aggiungono i membri del Comitato -. Con casi di ecomafie nel settore in Italia e uso di fanghi ad alto rischio. Vogliamo salvaguardare l’ambiente, la viabilità (si parla di 6000 camion l’anno per la ditta che vorrebbe aprire a Portomaggiore; ndr). La salute dei cittadini, le colture biologiche e di qualità nel nostro territorio. Già fragile anche per la presenza di nitrati. Sono impianti sovradimensionati, pur se nei limiti di legge ma le soglie sono state molto aumentate di recente. Chiediamo una sospensione, scelte politiche...».

«Prendiamo atto che i tre sindaci dell’Unione Valli e Delizie hanno aperto un tavolo di lavoro e altri mesi di tempo. Si chiedono indagini al ministero dell’Ambiente, la regione può fare la sua parte e con le associazioni di categoria, per una valutazione d’impatto ambientale e sanitario».

«C’è un paradosso - ha poi sottolineato anche il presidente p rovinciale di Cia, Stefano Calderoni -: il tema della gestione dei fanghi esiste, occorre saperlo. Ma se le ditte offrono agli agricoltori fino a 300 euro ad ettaro per spargere i fanghi conviene di più invece che coltivare, un’attività quest’ultima che diventa antieconomica. Ma da parte nostra, con i 1400 soci al fianco, siamo con voi su questa battaglia di principi. Noi ci muoviamo sulla direttiva europea per i rifiuti speciali e la difesa della qualità in agricoltura Su Dop e Igp».

l’appoggio

Appoggio anche dall’assessore all’Ambiente di Argenta Sauro Borea. Ma in Europa che si fa? In alcuni paesi i fanghi diventano compost: in Germania e Francia finiscono invece negli inceneritori. —

Franco Corli

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