Rilancio dell’Ex Bbs, storia di un incontro saltato
Il progetto targato Lp Energy tarda a partire. Un malinteso manda a monte la presentazione della prima azienda e si attende ancora il business plan
la storia
Davide Bonesi
È uno dei progetti più attesi dell’intera provincia, il rilancio dell’ex Bbs di Ruina che dall’idea degli imprenditori Roberto Lanza e Gabriella Multari dovrebbe portare ad assumere ben 400 persone nell’arco di 5 anni, «ma contiamo di essere a buon punto già in 3 anni», diceva alla Nuova Ferrara proprio la commercialista e proprietaria al 50% delle aziende legate a Lp Energy lo scorso marzo. Questo dopo che l’accordo tra l’azienda di Ponderano (in provincia di Biella), Regione, Provincia ed ex Comune di Ro era già stato siglato e presentato in modo ufficiale alla fine del 2018.
avvio al rallenty
I mesi, per, stanno passando e al momento di questo progetto si è vista sol la pulizia delle aree verdi esterne, effettuata proprio alla fine dello scorso mese di marzo. Il progetto prevede l’ingresso all’interno dell’ex Bbs di numerose aziende, in un vero e proprio incubatore gestito da Lp Energy. E la prima azienda sarebbe pronta ad arrivare, con 20 posti di lavoro. Una ditta di call center pronta ad insediarsi a Ruina e ad affidare al Cfp (Centro formazione professionale di Cesta) il corso per preparare i 20 addetti al loro nuovo lavoro.
Ebbene, venerdì scorso era atteso il primo incontro fra il sindaco di Riva del Po, Andrea Zamboni, la consigliera regionale Marcella Zappaterra, il titolare dell’azienda che si deve insediare e la Multari.
indirizzo sbagliato
Peccato che mentre i primi tre erano nella sede municipale di Ro, la commercialista si trovava in Regione e così quando le parti si sono sentite telefonicamente, considerata la distanza e gli altri impegni delle persone coinvolte, si è deciso di rimandare il fatidico incontro di una settimana, a venerdì 19 luglio.
Malinteso a parte, un po’ di preoccupazione per il ritardo dell’avvio del progetto sta nascendo, sia a livello locale che in Regione, considerando che rispetto al cronoprogramma presentato da Lp Energy (che ha già una sede nella nostra provincia, sulla via Statale a Sant’Agostino, con 20 addetti) siamo già in evidente ritardo. Inoltre - fatto ben più allarmante -, in Regione attendono ancora il business plan complessivo. Per questo l’incontro di venerdì, al netto di presentare l’imprenditore in arrivo a Ruina alla Multari, sarà anche il modo per sapere a che punto è l’intero progetto.
nuova vita
L’ambizioso progetto targato Lp Energy prevede l’insediamento nello stabilimento produttivo dell’ex Bbs di tre start up legate all’azienda “madre” piemontese. Si tratta di Novanatur, specializzata in coltivazioni aeroponiche e idroponiche, Nanoproject, per impianti per la sanificazione ambientale e prodotti impermeabilizzati, e la stessa Lp Energy, specializzata in sistemi di illuminazione industriale e commerciale a led. Ma, come detto, l’idea è quella di creare un vero e proprio incubatore, rivolto soprattutto alle nuove tecnologie, con start up di circa 15 dipendenti l’una.
Tutti gli step del progetto sono a carico dell’azienda piemontese, ma con il supporto di Regione, Provincia e Comune per collegamenti stradali e permessi vari, oltre alle collaborazioni con Università di Ferrara e Cfp Cesta per quanto riguarda la parte della formazione degli assunti. Sperando siano tanti. —
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