«Le aziende agricole costrette a rischiare»
Anche Condifesa (l’associazione che cura gli aspetti assicurativi che riguardano gli agricoltori) col suo presidente Gianluigi Zucchi traccia un quadro a dir poco avvilente dopo i danni provocati dal maltempo. «Si è registrata una forte grandinata a Francolino, che poi ha toccato anche Copparo e la zona della Gran Linea, la strada che corre verso il mare. I frutti più danneggiati – spiega ancora Zucchi – sono stati meloni e angurie, ma anche albicocche e pesche». Danni molto ingenti che però sono ancora da quantificare.
Anche la Cia (agricoltori italiani) fa sentire la sua voce. E non certo una voce allegra: «In pochi minuti – racconta Luca Pritoni, produttore di Francolino – il vento ha sradicato mais e sorgo, e la grandine ha rovinato pere e mele negli impianti non protetti dalle reti. Purtroppo quest’anno ho scelto di non assicurarmi, una decisione che può apparire non saggia, considerando che il clima è mutato e fenomeni atmosferici colpiscono ormai in maniera violentissima. Ma, visti i prezzi pagati per i prodotti e il costante aumento dei costi, un’azienda agricola per avere un minimo di reddito a volte è costretta a rischiare». «Non è possibile – spiega allora Stefano Calderoni, presidente di Cia Ferrara – che un’azienda agricola si trovi, nel 2019, a dover scommettere coi fenomeni atmosferici come si faceva 50 anni fa, perché non può permettersi l’assicurazione, uno dei pochi strumenti che ci tutelano. Siamo di fronte a una situazione gravissima – dice Calderoni – per i danni che stanno subendo le aziende colpite dall’ultima grandinata». —
M.Puli.
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