Rimborsi Carife Rischio intasamento alle anagrafi per le autenticazioni
Circa 32mila risparmiatori dovranno “validare” le domande Federconsum chiede ai sindaci una corsia preferenziale
Prima ancora di decodificare le istruzioni online della Consap e poi affrontare la valutazione della commissione ministeriale, gli azzerati Carife dovranno superare ostacoli casalinghi. Si tratta della “barriera” degli uffici anagrafe comunali, che dovranno autenticare decine di migliaia di firme, e i rapporti con Bper, unica fonte per la documentazione necessaria a presentare le domande di rimborsi al 30% per gli azionisti, e al 95% per gli obbligazionisti. Per quest’ultimo passaggio oggi è in programma un altro incontro tra banca e associazioni dei consumatori, dal quale sono attese indicazioni operative, mentre la questione-autenticazioni dovrà essere affrontata con tutti i Comuni, per evitare il rischio d’intasamenti agli sportelli già durante l’estate.
le richieste fir
Le associazioni dei consumatori stanno studiando nel dettaglio la mole di documentazione richiesta dal Fondo indennizzo risparmiatori, e hanno scoperto un’insidia inattesa tra le pieghe di un paragrafo all’apparenza innocuo del decreto attuativo. Le firme autenticate, c’è scritto, servono in caso di delega o procura speciale, ma anche per la «dichiarazione sostituitiva dell’atto di notorietà» per tutti gli interessati alla procedura di rimborso. È un atto che si può fare di fronte ad un notaio o ad un pubblico ufficiale (ad esempio un consigliere comunale) ma più comunemente all’anagrafe. «Gli azionisti Carife potenzialmente interessati all’operazione sono circa 28mila, con i bondisti non rimborsati dal Fitd superiamo abbondantemente quota 30mila (31.943 secondo Bper, ndr) - è il conteggio di un preoccupato Roberto Zapparoli, presidente di Federconsum - È probabile che in questa occasione, un rimborso statale, si facciano vivi quasi tutti, e bisognerebbe evitare un “assalto” alle anagrafi».
Le associazioni dei consumatori stanno sondando i Comuni per capire la loro disponibilità a garantire una sorta di corsia preferenziale per gli azzerati: il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha indicato tra i suoi obiettivi uno sportello informativo dedicato, ma le esigenze emergenti sembrano di altro tipo.
il fronte bper
Nel giugno scorso Bper e un nutrito gruppo di associazioni risparmiatori, al termine del primo incontro per studiare agevolazioni a vantaggio degli azzerati, avevano rinviato la definizione delle modalità operative di richiesta e rilascio della documentazione a «quadro normativo più definito». Il momento è arrivato visto che il tavolo operativo si riunisce oggi, senza il dirigente Bper che ha accompagnato lo sbarco della popolare a Ferrara, Antonio Rosignoli, già ad altro incarico. «Abbiamo affidato - aveva detto Rosignoli alla Nuova - incarichi specifici ad alcuni colleghi che stanno lavorando insieme alla società che prima gestiva il centro elettronico di Carife per fornire tutto il supporto ai soci azzerati e chiedono documentazione». Bisogna vedere se queste mosse si tradurranno in quanto richiesto dalle associazioni, ad esempio una mail dedicata per la documentazione.
la commissione
Sono stati intanto nominati dal ministro Tria i nove commissari che dovranno validare le domande di rimborso. Il presidente è il magistrato Gianfranco Servello, il vice Salvatore Messineo, vice avvocato generale dello Stato: Rosa Cocozza, Fernando Greco, Ugo Malvagna, Salvatore Providenti, Maddalena Rabitti, Anna Scotti e Salvatore Sica gli altri componenti. Manca ancora la data a partire dalla quale scatteranno i 180 giorni per presentare le domande. —
Stefano Ciervo
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