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Ferrara

“gemellaggio” con la curia 

Vescovo Atanasio in città La chiesa ortodossa in festa

Margherita Goberti
Vescovo Atanasio in città La chiesa ortodossa in festa

La comunità ha acquistato la  parrocchia di S. Cosma  e sarà padre Vasile Yora  a guidarla assieme alla moglie, entrambi camionisti

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La comunità ortodossa ferrarese guidata da padre Vasile Yora si è ritrovata ieri per celebrare la funzione religiosa della domenica nella chiesa di santa Chiara in Corso Giovecca , offerta in prestito dalla Curia per i loro riti. Ad officiare la funzione c'era eccezionalmente il vescovo vicario della chiesa ortodossa rumena Atanasio De Bogdania che risiede a Roma.

L'incontro con l'alta carica religiosa che ha compiuto la visita pastorale a Ferrara è iniziato alle 9.15, per completarsi a mezzogiorno fra canti e preghiere a cui ha partecipato tutta la comun ità rumena cittadina.

Due i momenti particolarmente significativi della celebrazione : l'ordinazione di Stefan Damaschin a sacerdote rumeno che sarà destinato però ad una parrocchia di San Marino. E la benedizione della croce che ritornerà sulla chiesa dei Santi Cosma e Damiano di via Carlo Mayr, acquistata dai fedeli rumeni con autotassazione mensile, attualmente in restauro che, a lavori terminati, diventerà il luogo di culto per gli ortodossi ferraresi.

Così l'attività di padre Vasile Yora intensa in quanto padre di due bambini e poichè insieme alla moglie svolge attività di camionista a tempo pieno, sarà ancor più impegnativa avendo una sua parrocchia.

Ieri comunque la grande giornata, vissuta con grande partecipazione anche da parte di laici cattolici in rappresentanza della Curia arcivescovile ringraziata dal vescovo vicario Atanasio Di Bogdania e dell'Avis Comunale con i dirigenti Robeto Bisi e Sergio Mazzini a cui è andata tutta la riconoscenza del vescovo vicario in quanto si è prodigato affinchè padre Vasile Yora potesse entrare in carcere per incontrare i detenuti ortodossi. Dai bambini alle donne e agli uomini di qualsiasi età, tutti indossavano l' abito tradizionale riccamente ricamato e colorato così da creare un'atmosfera già di per sè allegra e festosa.

Mentre la lunga cerimonia si svolgeva all'interno della chiesa, fuori sotto alcuni gazebo, in molti si prodigavano per preparare un buffet di aperitivi per brindare tutti insieme agli eventi con le specialità gastronomiche rumene preparate con cetrioli, pomodori, formaggi e salumi. —

Margherita Goberti

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