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L'interpellanza

Soffritti (Fdi): "Quanti minori affidati a single e gay nel comune di Ferrara?"

Soffritti (Fdi): "Quanti minori affidati a single e gay nel comune di Ferrara?"

Dopo il caso e l'inchiesta del Reggiano, "Angeli e demoni", il capogruppo di Fratelli d'Italia interroga sindaco Fabbri e la Giunta sul sistema degli affidamenti qui in città 

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FERRARA - Prende spunto sul caso degli affidamenti di minori, nel Reggiano, finito nell’inchiesta “Angeli e demoni”, con arresti di amministratori e tecnici dei servizi sociali, per chiedere a sindaco e giunta di fare il punto della situazione degli affidamenti minori a Ferrara a persone single ed omosessuali. L’interpellanza porta la firma di Federico Soffritti, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, un testo articolato che si concentra sulla fotografia dell’«attuale sistema di affido dei minori che presenta evidenti criticità e lacune», soprattutto - spiega Soffritti - «l'eccessiva discrezionalità attribuita ai servizi sociali», le «frequenti situazioni di "conflitto di interessi" di operatori del settore e la mancanza di controlli» sull'affidabilità di chi prende in affido i minori. Soffritti si sofferma soprattutto sul fatto che «sta emergendo un quadro preoccupante » dall’indagine reggiana, poiché dietro il sistema all’attenzione degli inquirenti «si celerebbe un business illecito e cosa più grave un discutibile movente ideologico di stampo Lgbt», legato alla “genitorialità gay”. In quanto cita Soffritti, dall’inchiesta «emergerebbero in alcuni casi "collegamenti stretti" tra le affidatarie (omosessuali) e, appunto, le operatrici e dirigenti del servizio sociale» citando la responsabile dei servizi sociali Val d’Enza, «attivista Lgbt e paladina della “genitorialità gay».


Dunque Soffritti invita sindaco e giunta a «fugare ogni sospetto circa presunte interferenze ideologiche nelle procedure di affidamento dei minori», procedure che «si tradurrebbero nell'adozione di criteri che terrebbero conto dell'orientamento sessuale dell'affidatario, anche al fine di implementare quelle progettualità specifiche funzionali alla valorizzazione e allo sviluppo della "genitorialità gay"».


Per questo motivo, Soffritti chiede a sindaco e giunta «quanti bambini ad oggi siano stati affidati a persone single (e, tra queste, quante si dichiarino omosessuali) e quanti bambini a coppie omosessuali nel nostro comune».
E ancora, interroga su «quali siano state le motivazioni che hanno portato a preferire tale scelta in alternativa a quella prioritariamente indicata dalla legge (affidamento a famiglie con figli)». E sollecitando gli amministratori «quali ulteriori informazioni il Sindaco e la Giunta ritengano di poter fornire, ciascuno per quanto di competenza, riguardo al paventato rischio della sussistenza di un movente ideologico LGBT dietro il complesso sistema degli affidi dei minori», E infine «se, in ogni caso, sindaco e giunta, non ritengano di dover avviare, ciascuno per quanto di competenza, urgenti iniziative, anche di carattere ispettivo, volte ad escludere categoricamente ogni forma di interferenza (e pressione) ideologica che, seppur nel rispetto formale della normativa vigente in materia, finirebbe con il favorire pratiche di affidamento sulla base principalmente dell'orientamento sessuale dell'affidatario e non dell'interesse prevalente del minore che è quello di crescere in una famiglia».
 

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