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I sigilli a gradinata e curva est 

Stadio Mazza, si lavora per il dissequestro La procura: «Tempi brevissimi per i test»

Daniele Predieri
Stadio Mazza, si lavora per il dissequestro La procura: «Tempi brevissimi per i test»

Giovedì il via, da venerdì prove di carico sulle tettoie dall’alto, con due gru. Tensioni in aula per la richiesta di superperizia

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Le gru stanno arrivando, una da 70 e una seconda da 200 tonnellate. Così anche i serbatoi di acqua con cui verranno caricate le tettoie della Gradinata Nord e della Curva Est dello stadio Paolo Mazza, finite sotto sequestro: tutto servirà per i test che sono stati decisi ieri mattina all’udienza in procura, alla presenza di una trentina di addetti. La certezza, indicata dalla stessa procura per seguire la “perizia”, riguarda i «tempi brevissimi»: i test partiranno giovedì prossimo, quando i tecnici della ditta incaricata, la 4Emme di Bolzano con sede anche a Bologna, installerà le strumentazioni per le misurazioni delle prove di carico.

Carichi prolungati

Che, materialmente, inizieranno il giorno dopo, venerdì, per continuare nell’arco delle altre giornate, e dalle prime indicazioni fornite dalle parti, dureranno in modo continuativo dalle 48 alle 72 ore. Nell’arco di 5 giorni è stato assicurato dalla ditta che eseguirà i test, tutto dovrebbe esser concluso, dunque alla metà della prossima settimana. L’orientamento della procura, come indicato alle parti ieri dalla stessa pm Barbara Cavallo durante l’udienza e riferito dai legali e tecnici presenti all’udienza, è quello di arrivare al dissequestro delle strutture finite nel mirino entro fine mese.

Dissequestro automatico nel caso della assoluta regolarità dei test, mentre «nel caso ci fossero valori critici, eventualmente il pm indicherà delle prescrizioni da seguire e il dissequestro verrebbe consentito ugualmente in modo condizionato» riferisce a fine udienza l’avvocato Giulio Garuti che con il collega Paolo Loberti difende la ditta Tassi Group, che ha realizzato l’ampliamento dello stadio. Restano le variabili, ai fini della regolarità dell’inizio campionato, su quelle “prescrizioni” per la messa in sicurezza, che comporterebbero ulteriori lavori: «È una variabile non prevedibile, confidiamo che non vi sia nessuna prescrizione» spiega anche Vincenzo Bellitti, difensore di collaudatore (Fabrizio Chiogna) e direttore lavori (Lorenzo Travagli). Gli fa eco il legale dell’altro collaudatore Alessio Colombi, l’avvocato Alberto Bova: «Attendiamo gli esiti dei nuovi collaudi con molto ottimismo». Ottimismo manifestato da tanti nei corridoi della procura e nell’ufficio della pm Cavallo, dove formalmente ieri mattina è stato dato l’incarico al professor Carlo Pellegrino, perito della procura, per supervisionare i test che verranno svolti con il confronto della decina di tecnici delle parti. Ma non solo calma e tranquillità in procura, poichè vi sono stati diversi momenti di tensione, quando uno degli indagati, con il proprio avvocato (la ditta Mpl di Arezzo) ha presentato “riserva di incidente probatorio”: non acconsentiva alla modalità proposta dalla procura di svolgere i test in modo veloce, chiedendo fosse un giudice terzo e una perizia superpartes a chiarire tutto: ipotesi che avrebbe allungato di mesi l’esecuzione dei test e la consegna dello stadio. Dopo la mediazione di avvocati e della stessa Spal, la richiesta è rientrata, ed è proseguito il confronto tra i tecnici delle parti (11 in aula, anche per Spal e Comune di Ferrara, parte lese). E dopo il confronto tra consulenti si è giunti all’accordo sui punti della perizia e sulla modalità di esecuzione: l’udienza è durata oltre due ore per la “trattativa” tecnica tra consulenti di procura e difese, primo tra tutti il professor Tomaso Trombetti, che ritenevano le proposte sui test della procura troppo generiche. Alla fine sintetizza l’avvocato Bellitti: «la città deve dare atto del fatto che tutti i presenti hanno lavorato per evitare uno scontro sull’incidente probatorio che avrebbe ritardato di mesi gli esami: ora attendiamo serenamente i test». —



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