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masi torello 

Un’area riservata agli amici cani La richiesta prende forza

Beatrice Bonsi
Un’area riservata agli amici cani La richiesta prende forza

Dopo la protesta sui social contro alcuni padroni arriva la proposta formale  da parte dei cittadini Il Comune: è al vaglio da tempo

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MASI TORELLO. Dalle richieste fatte in più circostanze attraverso i social network a una proposta a tutti gli effetti.

In seguito alle proteste di un gruppo di cittadini masesi e giacomensi, i quali lamentavano la cattiva educazione di alcuni proprietari di cani che non facevano (e non fanno tuttora) utilizzare ai loro cuccioli le apposite aree di sgambamento, di conseguenza lasciando le loro feci davanti ad abitazioni di privati cittadini o addirittura davanti alla residenza municipale, arrivano anche le proposte di aree dedicate interamente agli animali. E in aggiunta si chiede un aumento del numero di bidoni per la raccolta dei loro escrementi.

la raccolta firme

Sono due le proposte avanzate da una cittadina del comune masese e supportate da altri residenti, nonché da una raccolta firme già depositata in municipio.

La mobilitazione è partita per reclamare la creazione di una zona riservata allo sgambamento degli amici a quattro zampe, anche per ogni paese; se possibile recintata e in sicurezza, in cui lasciare liberi di correre i cani senza che questi siano in pericolo o che essi stessi diventino pericolosi per bambini, pedoni e biciclette. Come detto, secondariamente, l’aumento dei bidoncini di raccolta feci animali.

IL COMUNE

La mancanza di un’area di sgambamento è molto sentita da masesi e giacomensi visto l’elevato numero di “popolazione canina” residente a livello comunale.

Il consigliere Alessandro Bollettinari, capogruppo della maggioranza che sostiene la giunta guidata dal sindaco Riccardo Bizzarri, ha fatto sapere che la proposta di una zona di sgambamento era già al vaglio dell’amministrazione da un po’ di tempo in seguito alla raccolta firme già depositata.

via sociaL

Come spesso accade di questi tempi, tutto è partito sul social network più diffuso, ovvero Facebook. Mettendo nel mirino alcuni proprietari di cani, il cui comportamento è stato criticato. Al centro della contesa ci sono le regole del buon senso e le normative comunali. —

Beatrice Bonsi

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