Agricoltura “grandinata” E i risarcimenti ritardano
Denuncia di Confagricoltura: stiamo aspettando da quattro anni i contributi Il problema è la burocrazia collegata al nuovo Piano assicurativo individuale
Grandine e bufere di vento che falcidiano in pochi minuti, rimborsi assicurativi per i danni che ritardano anche di quattro anni. È questa la tenaglia che sta stritolando gli agricoltori ferraresi in quest’estate davvero difficile per chi ricava il proprio reddito da frutta fresca e produzioni cerealicole. Da qui l’allarme lanciato da Confagricoltura, che chiama in causa la burocrazia: «Da tempo viene ribadita da più parti la volontà di snellire la burocrazia per gli agricoltori, ma ancora oggi il Pai, a distanza di alcuni anni dalla sua introduzione, presenta numerose criticità e continua a destare forti preoccupazioni tra gli operatori del settore» dice il presidente Gianluca Vertuani in relazione al Pai, il Piano assicurativo individuale che disciplina l’erogazione del contributo pubblico per la stipula delle polizze contro avversità e calamità atmosferiche a tutela dei ricavi.
raccolti persi
I danni negli ultimi giorni si registrano su ogni coltura: mais, medica, sorgo, pere, mele, albicocche, pomodoro, cocomeri, meloni; le pesanti grandinate e l’altrettanto forte vento hanno sferzato inesorabilmente le colture, e causato anche la caduta di numerosi alberi da frutto. «In molti casi è stato vanificato l’intero lavoro di un anno» dice Vertuani. Stando alle rilevazioni di Confagricoltura, le zone più colpite sono alcune frazioni del comune di Ferrara (in particolare Francolino, Pescara, Boara, Pontegradella), alcune zone del Copparese, la quasi totalità del territorio portuense, a Ostellato la cintura di confine col Mezzano da San Giovanni a Dogato, mentre per quanto riguarda Riva del Po particolarmente colpita la frazione di Alberone. E non mancano eventi di notevole intensità, anche se di più limitata estensione, su altre zone del territorio provinciale. «Ad ogni evento – riprende il Presidente di Confagricoltura Ferrara – si ripropone il problema sulle più corrette forme di difesa da fenomeni metereologici sempre più ricorrenti e intensi, che vede divisi gli operatori fra il ricorso ad interventi a valle dell’evento (con sostegni di natura creditizia e di moratoria delle scadenze finanziarie) e forme di interventi preventivi (quali sono le coperture assicurative)».
il nodo assicurazioni
È in effetti emersa la preoccupazione per la bassa copertura assicurativa. «Per molte aziende la decisione di non assicurarsi è determinata dalle difficoltà di natura reddituale che stanno affrontando - sempre il presidente di Confagri a parlare - In un contesto generale di cambiamento climatico e di una sempre maggior tropicalizzazione del clima, con effetti meteo estremi, si ripropongono quindi con forza tutte le considerazioni più volte fatte in passato, di poter disporre di strumenti assicurativi più duttili, economici ed efficaci. Lo strumento del Pai, più che avvicinare le aziende le ha allontanate dalle assicurazioni. Oggi purtroppo gli agricoltori non possono assicurare a contributo ciò che producono realmente, ma solo quanto decretato dallo stesso Pai». E qui arriva la denuncia più forte, «ci sono poi aziende che per problemi burocratici collegati al Pai attendono ancora di ricevere i contributi di quattro anni fa». —
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