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«Quei crocefissi tolti per l’Islam? Faccio l’antiquario non il prete»

D.P.
«Quei crocefissi tolti per l’Islam? Faccio l’antiquario non il prete»

Il coordinatore Fdi, Malaguti, interviene sul caso di 3 anni e mezzo fa Zoboli: «Ricevetti telefonate minatorie, la religione non c’entra nulla» 

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Il caso

«Crocifissi tolti per paura dell’Islam? Ma no, no...». Sorride e ridimensiona, a modo suo, Carlo Zoboli, antiquario in città, centro storico, tornando indietro addirittura di 3 anni e mezzo fa, quando poco dopo l’apertura del nuovo negozio d’antiquariato, specializzato in arte sacra, in Corso Martiri delle Libertà, ricevette telefonate anonime in cui gli dicevano: «Lasci stare i santi, ce ne sono già abbastanza in Duomo», ricordava ieri mattina. Poi, rammenta, di aver segnalato il fatto ad un amico delle forze dell’ordine, dopo quei 2/3 episodi, e in una quindicina di giorni tutto finì lì: «Crocefissi, ne tengo ancora uno o due in vetrina, li tirai via perché mi rompevano le scatole. Religione? Ma cosa c’entra la religione! Io ne ho fatte di battute, ma non faccio il prete, faccio l’antiquario». La chiacchierata con Zoboli dura una mezzoretta, ma rammentare tutto questo non è sua volontà. A riportare d’attualità questi fatti, dopo 3 anni e mezzo, è un intervento del coordinatore di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti, che ieri ha inviato a giornali e media ferraresi una sua riflessione, prendendo spunto proprio dal caso - che, lui dice, gli narrò Zoboli stesso - mettendolo in contrapposizione con altri fatti - l’omicidio in Pakistan di un ragazzo cattolico - , scomodando anche Magdi Cristiano Allam e le sue aspre critiche sull’Islam. Malaguti nella sua nota, sintetizzava così: «i cristiani vengono martirizzati, mentre noi togliamo i crocifissi». Ricordando che «a casa nostra, un noto antiquario del centro storico è stato costretto a togliere i crocefissi dalle vetrine per le minacce telefoniche ricevute: ‘offendono l’Islam’». «Perché noi - si chiedeva- , che siamo più civili e democratici dobbiamo accettare, essere ‘superiori’ alle prepotenze altrui?». Malaguti ha interpretato il fatto, spiegava, perchè gli era stato riferito in questi termini da Zoboli. Invitandoci a parlarne con l’antiquario. Ciò che è stato fatto, registrando un ridimensionamento. Presunte minacce di 3 anni e mezzo fa, che non vennero mai portate all’attenzione nè di Digos nè di carabinieri: «Quel mio conoscente mi disse di lasciar perdere», chiudeva ieri Zoboli. —

D.P.

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