L’antimafia colpisce le bande nigeriane: 19 arresti in regione
Sotto scacco le bande dell’agguato di Ferrara Sequestri di droga lungo l’asse della via Emilia
Dallo spaccio di droga alle truffe online, dalla clonazione delle carte di credito alla riduzione in schiavitù di donne destinate alla prostituzione. Era variegata, e pericolosa, l’attività della cosca nigeriana sgominata da una maxi-operazione condotta dalla Dda di Bologna e che ha coinvolto, oltre al capoluogo, le province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Forlì-Cesena, Ravenna e anche Bergamo.
Bande rivali
Il territorio ferrarese, invece, non è stato interessato da nessun arresto né da contestazioni di tipo associativo, anche se, come ha sottolineato anche il capo della Squadra Mobile di Bologna, Luca Armeni, le confraternite nigeriane finite nel mirino degli inquirenti, i Vikings e gli Eiye, sono le stesse balzate al centro della cronaca per risse e disordini in altre città, come Ferrara. I Vikings, in particolare, sono assimilabili al gruppo degli Arubaga, lo stesso a cui appartengono i sette nigeriani condannati pochi giorni fa per il sanguinoso agguato in via Olimpia Morata ai danni di un esponente della banda rivale degli Eiye.
Diciannove fermi
L’inchiesta della Dda di Bologna ha portato a 19 fermi, 50 indagati, con oltre 60 utenze intercettate per un totale di più di 5.000 ore di conversazioni telefoniche, numerosi servizi di osservazione e pedinamento, 32 perquisizioni domiciliari, sequestri di droga (oltre tre chili di marijuana, 400 grammi di eroina e altrettanti di cocaina) e due arresti in flagranza durante le indagini. L’operazione conclusa ieri si è concentrata sui capi dell’organizzazione, coloro che dettavano le regole e tenevano le redini dell’organizzazione. Due le persone che invece sono riuscite a sfuggire al fermo, per le quali sarà chiesto il mandato di arresto europeo.
Scontri violenti
Un’organizzazione, hanno rimarcato gli inquirenti, molto pericolosa, che se da un lato era disposta a finanziare l’assistenza per connazionali in difficoltà con la legge, dall’altro non esitava a ricorrere alla violenza, esercitata soprattutto con armi bianca, quando era necessario dare una lezione alle bande rivali per rivendicare la propria supremazia sul territorio.—
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