Le strutture sono sicure? Bastano dieci verifiche
I serbatoi dell’acqua, taniche giganti da 1 tonnellata ciascuna, erano già pronte, stoccate all’interno dello stadio, nei pressi di via Cassoli. Non verranno usate, si cambia, tutto.
Come? Il perito della procura (che ha nominato anche un suo vice, l’ingegner Mario Morgante che lo sostituirà in sua assenza) ha indicato le prove che vorrebbe eseguire: 5 le capriate interessate, 3 per la Nord, due per la Est e le prove di carico saranno dieci in tutto, 2 per capriata. Che verranno sollecitate nei punti all’estremità della punta dello sbalzo e alla metà circa. E qui verranno eseguite le misurazioni: questa la teoria. I dettagli dovrà indicarli il perito Pellegrino al progettista delle strutture, Lorenzo Travagli. Che dovrà valutare la possibilità tecnica di svolgere le prove seguendo questa linea: dovrà dire se i carichi della portata sono compatibili al progetto oppure no. A questo punto, con l’assenso dell’ingegner Travagli, i dettagli su come e cosa fare nei test verranno inviati a tutti i consulenti, 11 quelli coinvolti, che dovranno dire sì: potranno dirlo entro la mezzanotte del 23 luglio, deadline per consentire, il 24 mattina, ore 9.30, di partire finalmente con le prove di carico che dureranno tutta la settimana. Questo riguarda però solo Curva Est e Gradinata Nord. Mentre si dovrebbe seguire la stessa modalità per la Curva Ovest. L’obiettivo, spiegano gli inquirenti, è quello di tenere i tempi il più contratti possibile. Occorre dare atto, come spiegavano addetti ai lavori, dello sforzo che la stessa procura sta facendo per andare incontro a tutte le parti interessate. La nuova scelta dal basso? «Finalizzata a rendere compatibili i tempi con le diverse esigenze». Riaprire lo stadio, e far giocare la Spal. —
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