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Senato, riconteggio voti Balboni in Calabria “rimuove” Salvini

Marcello Pulidori
Senato, riconteggio voti Balboni in Calabria “rimuove” Salvini

Aggiustamenti dopo-elezioni in alcune regioni italiane

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FERRARA. Un errore di incolonnamento. È questo il vulnus, materializzatosi in qualche passaggio nel corso del conteggio delle preferenze, che ha dato vita al valzer dei seggi al Senato della Repubblica. Valzer che ha visto protagonista in Calabria un senatore ferrarese, Alberto Balboni, Fdi, nella vicenda che riguarda anche il leader leghista, ministro dell’Interno e vice-premier Matteo Salvini. Il quale, a conti rifatti, perde il suo seggio calabrese. La decisione finale spetterà all’Aula (che è sovrana) ma se saranno confermate le proposte della giunta per le elezioni del Senato (dove è stato relatore, appunto, il ferrarese Balboni), dopo i riconteggi dei voti nei collegi della Calabria a seguito di alcuni ricorsi, Salvini dovrà salutare il suo seggio calabrese.

«Abbiamo controllato nuovamente – riferiva ieri il senatore Balboni – qualcosa come 2.450 verbali provenienti dai seggi elettorali calabresi, un lavoro a dir poco impegnativo».

Alla fine dei conti, considerato anche il procedimento avviato a Modena, il Pd perderebbe una poltrona, Forza Italia ne guadagnerebbe una, e la Lega, dopo vari passaggi, andrebbe in pari. Secondo le proposte già formalizzate dalla giunta per le elezioni, Fulvia Michela Caligiuri (Forza Italia) prenderà il posto di Matteo Salvini in Senato, facendo salire i senatori azzurri da quota 61 a quota 62. Ma il leader leghista recupererà il seggio nel Lazio. Per Salvini, difatti, non cambierà niente perché, secondo le nuove regole elettorali, prenderà il posto, nel collegio Lazio 1, della leghista Kristalia Rachele Papaevangeliu, senatrice per soli 14 giorni. Il 2 luglio infatti quest’ultima era subentrata a Cinzia Bonfrisco, a sua volta eletta al Parlamento Europeo e dal primo luglio dimissionaria.

La Lega al momento perderebbe un seggio, ma dovrebbe recuperarlo dal riconteggio di un collegio in un’altra regione, l’Emilia-Romagna (uninominale 5 di Modena). La giunta per le elezioni del Senato ha infatti deciso all’unanimità di aprire la procedura di contestazione dell’elezione del senatore del Pd, Edoardo Patriarca, al cui posto subentrerebbe il candidato della Lega, Stefano Corti. Il gruppo Pd, al tirar delle somme, perderebbe un seggio passando da 52 senatori a 51. Il Carroccio, sempre se l’Aula (cioè il Senato nella sua interezza) approverà, confermerebbe invece i suoi 58 senatori. Mentre uno ne guadagnerà Forza Italia.

Aula permettendo, ovviamente. —


 

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