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Stadio Spal, cambiano le prove di carico Il via ai test solo la prossima settimana

Daniele Predieri
Stadio Spal, cambiano le prove di carico Il via ai test solo la prossima settimana

La perizia si farà dal basso e non più dall’alto, per velocizzare i tempi. Mercoledì prossimo si parte, se ci sarà accordo tra tutti 

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Tutto da rifare per la perizia: cambia metodologia (prove di carico dal basso e non dall’alto) e slittano i tempi per i test sulle strutture sequestrate dello stadio Paolo Mazza che partiranno solo mercoledì prossimo, 24 luglio. Se tutto andrà bene, e solo se vi sarà un accordo tecnico, in corso di trattativa, su cosa fare e come farlo, tra le parti: procura e finanza e i tecnici dei 14 indagati per frode e falso. Dopo il sopralluogo di ieri durato oltre quattro ore all’interno dello stadio tra una trentina tra legali, tecnici, finanzieri e il consulente tecnico della procura, Carlo Pellegrino, si è cancellato il programma deciso in precedenza per i test che avrebbero dovuto partire questa mattina. È cambiata radicalmente le modalità di esecuzione delle prove di carico sulle tettoie di Gradinata Nord e Curva Est: non più dall’alto, con gru e serbatoi pieni d’acqua del peso di una tonnellata da distribuire sulle coperture, bensì dal basso con tiranti e martinetti per sollecitare le tettoie con tempi più veloci e risultati immediati.

Annullati divieti di sosta

Un cambio che annulla anche i divieti di sosta e viabilità attorno allo stadio decisi per piazzare le gru. Tutto cancellato, ma il motivo? Inquirenti, tecnici e avvocati riferiscono che operando dal basso potrebbe consentire di velocizzare l’esecuzione degli esami, e così rispettare i tempi previsti: conclusione a fine luglio (al massimo primi di agosto, visto che si dovranno estendere i test anche alla Curva Ovest sequestrata) e poi il conseguente dissequestro, anche se condizionato. «Siamo fiduciosi - spiegava ottimista ieri Alberto Bova, legale del collaudatore Alessio Colombi - era giusto da parte della procura eseguire queste verifiche, svolte nell’interesse di tutti, rispettando le esigenze della società e dei tifosi».

Sferzante invece, Piero Giubelli, legale della ditta Isomec Parma, tra gli ultimi indagati per la Curva Ovest: «Per la fretta di restituire lo stadio alla Spal, l’impressione è che non si stia procedendo come si deve procedere poiché credo prevalga solo un aspetto pratico che posso anche comprendere. Posso dire che credevo che la matematica non fosse una opinione, ma mi sono ricreduto dopo il sopralluogo di stamane», spiega uscendo per primo. Gli altri escono, invece, dopo le 13.30 e durante le 4 ore le parti si sono confrontati, in modo aspro, anche se all’uscita molti minimizzavano.

tensioni e rilievi

Quattro ore di sopralluogo, compiendo rilievi anche fotografici, su giunti, punti di intersezione, bullonature delle strutture, ravvisando anche anomalie nei lavori che sono sempre stati indicati come svolti «a regola d’arte». Il dubbio degli inquirenti è proprio questo. E deve essere chiarito dai test, fissati al 24 luglio prossimo, «se tutto andrà bene», sintetizza Giulio Garuti con il collega Paolo Loberti difensore del costruttore Tassi. Il termine ultimo per dirlo è la mezzanotte del 23. Ed evitare altre sorprese in corso di perizia. —





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