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Micro accoglienza per i nomadi in via Ginestra

Giovanna Corrieri
Micro accoglienza per i nomadi in via Ginestra

I residenti tranquillizzati dalle parole del vicesindaco, le petizioni restano in stand by. E Lodi ribadisce: urgente lo sgombero in via Bonifiche 

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FERRARA. Avevano creato un certo fermento, in via Ginestra, le voci incontrollate che davano per certo l’arrivo imminente di buona parte dei sinti del campo nomadi di via delle Bonifiche nella struttura dell’Associazione Viale K, Casa di Stefano. I residenti hanno cominciato a preoccuparsi e già preparavano petizioni, fermate per ora dalle precisazioni del vicesindaco Lodi sulle modalità di ricollocazione dei nomadi.

Il timore più grande dei residenti era che il “problema” fosse «preso e spostato in un’altra zona – raccontano – con il trasferimento massiccio nella struttura di roulotte e persone che non conosciamo e che spesso hanno precedenti con la giustizia». Ma i residenti precisano anche che «se si tratta di poche persone che cominceranno una strada di inserimento, allora ben vengano, l’importante è che ci sia un progetto».

E in questa direzione sono andate le dichiarazioni di Lodi, che ha assicurato come nelle intenzioni dell’amministrazione non ci sia mai stata la volontà di imporre alla struttura un certo numero di nuclei familiari: «ci ha anche rassicurati, dopo il sopralluogo di mercoledì, che chi arriverà eventualmente qua ha già avviati percorsi di inserimento scolastico e lavorativo e queste condizioni per noi vanno bene».

Peraltro la comunità Casa di Stefano ha fatto presente a Lodi di poter ospitare un solo nucleo familiare. «La nostra politica è l’accoglienza di tutti – spiega il responsabile della struttura, Eduart Kulli – ma perché sia efficace non possiamo prendere in carico più persone». Condizioni che trovano concordi i residenti per i quali la soluzione di una micro ricollocazione in strutture specifiche potrebbe essere un modello da seguire nell’interesse di tutti. Intanto ieri sui social Lodi ricordava l’imminente chiusura del campo con ordinanza contingibile urgente e l’impossibilità di aspettare le disponibilità delle associazioni. –

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