La Nuova Ferrara

Ferrara

la chiusura del campo di via Bonifiche 

Nomadi da collocare La Caritas al lavoro

Alessandra Mura
Nomadi da collocare La Caritas al lavoro

Contatti con il Comune per trovare una soluzione Il direttore: «Cittadini in fibrillazione, ma serve apertura» 

3 MINUTI DI LETTURA





Otto nuclei famigliari, per quaranta persone in tutto, da sistemare nell’arco di una decina di giorni. La chiusura del Campo Nomadi di via Delle Bonifiche, che il vicesindaco Nicola Lodi intende portare a compimento entro la fine del mese, sta rivelando tutta la sua complessità.

I contatti

In questi giorni, come spiega il direttore Paolo Falaguasta, sono in corso contatti tra la Caritas e l’amministrazione comunale «per cercare di trovare assieme una soluzione. La Caritas si è messa a disposizione per aiutare queste persone, affiancando una o due famiglie in un percorso di integrazione sul territorio».

La Caritas non possiede strutture, è il Comune che con il vicesindaco e l’assessore Coletti sta valutando la possibilità di utilizzare edifici disponibili dislocati in diverse zone municipali.

I residenti

Il nodo è l’impatto con i residenti, e la misura di quanto il tema sia spinoso è data dal fatto che è sufficiente un “avvistamento” di Lodi per mettere in fibrillazione gli abitanti di un quartiere.

«I cittadini sono sul piede di guerra, ma va detto che fino a questo momento non c’è ancora nulla di definito e che prima di intraprendere qualsiasi programma di integrazione il vicesindaco si confronterà con i residenti».

Anche questi ultimi tuttavia, prosegue Falaguasta, sono invitati a compiere un passo avanti: «Serve apertura da parte della cittadinanza. Se il nomade viene considerato un problema per definizione, allora tutto sarà molto più difficile. L’obiettivo è arrivare a un impatto di buon vicinato, con un sistema di micro-accoglienza, ma sarà necessaria la collaborazione di tutti».

L’integrazione

Così come è importante capire, sottolinea il direttore della Caritas Diocesana, che non si tratta di un semplice “spostamento” dei nomadi dal campo di via Bonifiche a un altro luogo: «Vorranno collocati in un posto adatto e affiancati da operatori del Terzo Settore che avranno anche un ruolo, per così dire, di “garanti”». Un altro nodo sono i tempi.

Le scadenze

Lodi ha chiarito che lo sgombero di via Bonifiche è dettato da un’ordinanza contingibile e urgente e di non poter attendere la disponibilità delle associazioni per riuscire a rispettare la scadenza del 31 luglio, ma per esplorare tutte le soluzioni fattibili e, una volta individuare, risolvere anche le questioni gestionali (volture, eventuali lavori di sistemazione, reperimento del personale per l’affiancamento ecc) non è cosa da poco. Le prospettive, dunque, sono o una soluzione ponte in attesa di una sistemazione definitiva, o uno slittamento dei tempi, arrivando dunque a completare l’operazione di chiusura del campo di via Delle Bonifiche e di ricollocazione dei nomadi nell’arco del mese di agosto.

«Noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte - conclude Falaguasta - Ma vorrei fosse chiaro che siamo disposti a collaborare ma non a farci interamente carico della questione». —

Alessandra Mura

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google