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Il tempio di Palmira e i reperti etruschi Tryeco “stampa” in 3D

S.C.
Il tempio di Palmira e i reperti etruschi Tryeco “stampa” in 3D

L’hi-tech abbatte tempi e costi delle ricostruzioni archeologiche La nuova frontiera è Mix, realtà aumentata per i percorsi museali 

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la storia

I tesori perduti dell’arte ricostruiti grazie alla stampa in 3D. È questa la missione, che diventa attività d’impresa, di Tryeco, la società ferrarese che da una decina d’anni sta battendo, non senza difficoltà, la strada dell’hi-tech applicato ai beni culturali. Tra le principali realizzazioni di Tryeco vi è una parte della copertura del tempio di Bel, uno dei monumenti di Palmira distrutto dalla furia dell’Is, alcune ricostruzioni presenti al Museo Egizio di Torino, al Meis e al Museo di Storia naturale di Ferrara e il lavoro in corso per il Museo del Termalismo di Montegrotto Terme. La novità è rappresentata da una start up per diffondere nei musei la realtà aumentata a scopo informativo e divulgativo.

la vetrina

Al museo di stato di Damasco, in Siria, uno dei pezzi più fotografati è la ricostruzione in resine, polvere di gesso e polestirolo ad alta densità, in scala uno ad uno, di una porzione significativa del soffitto del tempio dell’antica città di Palmira, il sito archeologico riaperto l’anno scorso dopo le devastazioni inflitte dall’Isis. È l’opera, esposta anche alla Fao di Roma, che ha fatto circolare il nome di Tryeco fuori dall’Italia: «L’iniziativa era partita dall’associazione Terzo Pilastro di Francesco Rutelli, che voleva dimostrare la possibilità di ricostruire siti archeologici demoliti o distrutti - racconta Federico Balboni, uno dei quattro soci che con due collaboratori stanno sviluppando il business - Di solito partiamo da una scansione tridimensionale dell’originale, ma in questo caso si è dovuti partire dalle foto e il procedimento è stato molto più complicato». In prospettiva queste tecniche possono essere utilizzate per sostituire parti mancanti di strutture o puntellare edifici storici danneggiati ad esempio dal terremoto, con tempi e costi molto inferiori a quelli tradizionali. Le stampanti 3D di Tryeco stanno oggi costruendo 50 copie di reperti per il Museo del Termalismo.

le prospettive

La nascita di Mix, Museum interactive experience, una start up in fase di sperimentazione, è propedeutica a sviluppare un altro promettente filone: la realtà aumentata negli allestimenti dei musei. «Scaricando un’app è possibile ottenere informazioni e immagini aggiuntive in relazione a particolari del percorso espositivo - racconta Balboni - Siamo in contatto con diversi musei tra i quali gli stessi Meis e Storia naturale di Ferrara».

Questi sviluppi sono però collegati al grado di autonomia degli istituti museali, «inutile negare che il ruolo dello Stato è molto importante: con Franceschini ministro l’impulso c’è stato - riconosce Tryeco - ora siamo in attesa di capire l’orientamento degli attuali titolari dei dicasteri all’Istruzione e alla Cultura». —

S.C.

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