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Il “tesoretto” della pera è stato intaccato Produzione giù del 30%

Il “tesoretto” della pera è stato intaccato Produzione giù del 30%

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Un calo della produzione rispetto al 2018 che si attesta sulla mancanza di un terzo della produzione: si parla di 140mila tonnellate contro le 207mila dell’anno scorso. È l’andamento previsto del comparto pera ferrarese, uno dei più importanti a livello europeo, secondo l’indagine di Cso Italy per conto di Oi Pera; calo percentuale che coincide con quello nazionale. Tutte le principali varietà sembrano evidenziare una diminuzione rispetto all’anno precedente, più consistente per Conference e soprattutto Kaiser, più lieve per William B. C. , Santa Maria e Max Red Bartlett.

Alla diminuzione hanno concorso, oltre ad alcuni problemi in fase di fioritura e allegagione, problematiche collegate a forte presenza di cimice, alternaria e valsa in diverse varietà e un calo delle superfici in produzione che nella regione Emilia Romagna si attesta sul –3%. Leggermente superiore il calo in provincia di Ferrara, che è passata da 8. 100 a 7. 800 ettari nel giro di un anno. Prosegue infatti la riduzione di superfici per varietà come Conference, Kaiser, Decana, a cui si aggiunge anche una diminuzione del potenziale di Abate che vede flettere gli investimenti produttivi del 5%.

«La qualità oggi si presenta molto simile a quella dell’anno passato – dichiara Gianni Amidei, presidente dell’organizzazione di filiera della Pera – i calibri delle varietà estive potrebbero essere tendenzialmente più contenuti rispetto al 2018, in quanto nonostante il minor numero dei frutti, il grande caldo di giugno e inizio luglio ne ha un po’ostacolato lo sviluppo. Pezzatura invece in linea con il 2018 per le varietà autunno-invernali, che già in questi giorni beneficiano di temperature più fresche». –

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