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Ferrara

dopo il caso bibbiano 

Affidi, indaga la Regione Lega: verifiche in città

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Subito una commissione d’inchiesta sul sistema degli affidi dei minori in Emilia Romagna: la chiedono i parti di centrosinistra in Regione, Pd, Sinistra Italiana e il Gruppo Misto - È Viva e i consiglieri Caliandro, Calvano, Taruffi e Prodi spiegando che «non è un’attività di inquisizione, ma di verifica e studio: è questo che vogliamo che sia fatto come consiglieri regionali e per cui chiediamo l’istituzione di una speciale commissione d’inchiesta». «Non vogliano sostituirci a chi sta indagando, rispettosi della divisione tra i poteri su cui si fonda il nostro stato di diritto. Ma a chi, come certa destra populista, pensa invece di farlo con ingerenze in un campo che non gli spetta, chiediamo conto». L’istituzione della Commissione speciale di inchiesta ha l’intento di approfondire il sistema di tutela dei minori in Regione per un un fatto che conta un solo precedente, datato 1987. Sintetizza tutto il consigliere Pd nonchè segretario dem, il ferrarese Paolo Calvano «Il Pd e il centrosinistra in Emilia-Romagna vogliono innanzitutto tutelare i minori e le loro famiglie, perché sulla vicenda Bibbiano ci sono alcune contestazioni di reato gravissime che meritano chiarezza». «Vogliamo - sottolinea - anche tutelare da una becera generalizzazione i tantissimi operatori del welfare che operano con professionalità, impegno e abnegazione». «La Regione - continua - con questa finalità si è mossa subito per istituire un tavolo tecnico che valuti il sistema di garanzie in tema di affidi, a questo vogliamo aggiungere un gruppo politico che permetta il confronto tra chi cerca giustizia e il rispetto della legalità. Andando oltre le strumentalizzazioni orchestrate da alcune forze politiche e per fermare quelle fake news che non fanno il bene di nessuno, in particolare non fanno il bene di minori e famiglie». Sul caso di Bibbiano anche la consigliera Catia Pignatti del Gruppo Lega chiede a giunta e sindaco di Ferrara una verifica «per quanto riguarda le competenze del Comune, che gli affidi in corso siano avvenuti nell’esclusivo interesse del minore e non a scopo di lucro o ideologico». E chiede di «rendicontare i contributi alle famiglie affidatarie e controllare il rispetto delle norme ed escludere abusi di qualsiasi tipo».—

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