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il business dell’estate 

Vacanze sempre più web E le agenzie cambiano pelle

Margherita Goberti
Vacanze sempre più web E le agenzie cambiano pelle

I gestori ferraresi: la domanda si concentra sui grandi tour extraeuropei L’antidoto alla crisi sono la tutela da tutti i rischi e la concorrenza di prezzo 

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Estate tempo di vacanze e di viaggi, ma il turismo è cambiato tantissimo e anche le agenzie di viaggio ne hanno risentito, con riduzione di unità locali e modifiche profonde del modo di lavorare. «Il numero delle persone che viaggiano non è calato, anzi forse è aumentato – osserva Lucio Piazzi titolare dell’Agenzia Geotur – ma sono le condizioni nelle quali si muovono ad essere molto diverse e la responsabilità è sicuramente di Internet. Oggi infatti chiunque può accedere alle proposte più diversificate scegliendo le modalità preferite e le offerte che ritiene più utili alle sue esigenze e necessità». Il riferimento è naturalmente alle varie piattaforme web come Espedia, Booking o Trivago, che consentono di organizzare da soli le vacanze, in particolare quelle brevi e a medio raggio.

gran tour

«A noi – aggiunge Piazzi – sono rimasti i tour in Europa di una settimana in aereo oppure in pullman, quei soggiorni nei paesi che sono sempre i preferiti come Grecia e Spagna ed ultimamente anche Russia e Giordania in quanto dall’aeroporto di Bologna c’è adesso un volo diretto; ma non certo quando fa troppo caldo come in questo periodo». Il tutto compreso con mete esotiche, dunque, sono gli unici.

I costi dei viaggi non sono assolutamente aumentati in questi anni. «Pensi – dichiara Silvia Zannini responsabile della Link Tours – che ho conservato un biglietto aereo per New York del 1992 che costava un milione e 232 mila lire ed oggi per andare nella stessa città si pagano 600 euro. Quello che invece incide sono il servizi a bordo, i bagagli ed altro ancora. Non sono cambiati i gusti dei turisti, perché c’è sempre chi privilegia il Mediterraneo ed ancora si rivolge a noi ma soprattutto sono i viaggi di lunga gittata come Stati Uniti e Giappone che sostengono la domanda. L’utente è diventato autonomo e tutte le vacanze al mare o ai monti in Italia se le gestisce da solo avendo moltissime opportunità di scelta che ci escludono completamente».

la reazione

In realtà il mondo delle agenzie sta reagendo a queste tendenze che sembrano ormai consolidate: «È vero che c’è stata una riduzione del numero delle agenzie, ma si tratta di un calo fisiologico non dissimile da quello del commercio al dettaglio in generale - afferma Massimo Caravita, presidente della Fiavet regionale, che associa 170 delle 600 agenzie emiliano-romagnole - Va smentita la “vulgata” della morte annunciata del settore a causa di Internet: basti pensare che un operatore come Booking ha aperto di recente una sezione dedicata proprio alle agenzie». Una delle carte che il settore intende giocare con sempre maggiore convinzione è quella dei servizi, «i viaggiatori sono tutelati da tutti i rischi legati al viaggio, se prenota da noi, si può partire in totale serenità. E non bisogna sottovalutare l’elemento del prezzo: le varie piattaforme sono intermediatori tra il cliente e la struttura alberghiera, il ricarico esiste e si può scoprire con sorpresa che prenotando in agenzia si arriva a spuntare un pezzo migliore». —

Margherita Goberti

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