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Per il campo nomadi il centro sinistra scrive al Prefetto: no alla melina istituzionale

Stefano Ciervo
Per il campo nomadi il centro sinistra scrive al Prefetto: no alla melina istituzionale

Ancora incerta la discussione in commissione sullo sgombero Dem e alleati temono che si voglia far slittare tutto a cose fatte 

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il caso

Hanno scritto perfino al Prefetto, i consiglieri di centro sinistra, per cercare di ottenere quello che ritengono a loro dovuto: la possibilità di “interrogare” gli assessori Nicola Lodi e Cristina Coletti sulle condizioni di sgombero del campo nomadi e la sorte dei suoi occupanti, prima... che avvenga lo sgombero stesso. Una specie di caso Salvini-Russia in salsa municipale, in quanto anche gli assessori non hanno finora confermato la loro disponibilità a presentarsi in sede istituzionale. «Ma non si tratta di una opzione, loro sono obbligati a venire a riferire, ecco perché abbiamo chiesto l’intervento del rappresentante di governo» rende noto un bellicoso Dario Maresca (Gente a modo), che parla anche come vicepresidente del Consiglio regionale.

ostruzionismi

Sui banchi del centrosinistra c’è il sospetto di ostruzionismi da parte della giunta, per arrivare a discutere dello sgombero a cose fatte: ieri il presidente della Commissione salute, Tommaso Mantovani (M5s), confermava che «la seduta era stata calendarizzata per il 30 luglio, ma solo domani (oggi, ndr) gli assessori mi daranno la loro disponibilità. Eventualmente si potrà spostare il 31 o anche in agosto». È il caso di ricordare che Lodi ha sempre promesso di chiudere il campo di via delle Bonifiche entro e non oltre il mese...

Per Maresca tutto questo è anzitutto «una grave mancanza di rispetto per le istituzioni, il Consiglio comunale non è un accessorio». Nel merito, poi, si evidenzia che «gli italiani evidentemente non sono tutti uguali per questa giunta, visto che lasciano senza prospettiva le famiglie italiane del campo. Le soluzioni alternative promesse per le sole donne e bambini, tra l’altro, diventano onerose per il Comune. Per non parlare del modo in cui sono tratte le associazioni di volontariato che dovrebbero prendersi in carico gli adulti senza chiedere un euro».

Su questo punto interviene anche Francesco Colaiacovo, consigliere Pd ed esponente del mondo del volontariato: «Il principio della sussidiarietà è un pilastro del rapporto tra pubblico e volontari. Dove non arriva il Comune si ricorre appunto ai volontari, ma con convenzioni che definiscano le modalità d’intervento e soprattutto attribuiscano gli oneri al pubblico».

famiglie frantumate

Per Colaiacovo dire «o ve li prendete gratis oppure stanno sulla strada è un modo di porsi di una violenza mostruosa nei confronti dei volontari. E per quanto riguarda i nomadi, il Comune vuole rompere i legami familiari, separando madri e figli dai padri». —

Stefano Ciervo

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