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dopo controlli di routine 

Pfas nell’acqua di Hera a S. Maria Maddalena Il Comune: è potabile

S.C.
Pfas nell’acqua di Hera a S. Maria Maddalena Il Comune: è potabile

Test sull’inquinante rilevato in forniture da Pontelagoscuro  L’Asl di Ferrara ha chiesto tutti i dati e informato la Regione

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La scoperta da controlli di routine di un campione di acqua potabile con tracce di C6O4, una sostanza inquinante della famiglia dei Pfas, in territorio di Santa Maria Maddalena su fornitura di Hera, ha attivato una serie di test supplementari su entrambe le rive del Po. In Veneto esiste da tempo un limite di 40 µg al litro per il C6O4, soglia superata nel campione della scorsa settimana, in Emilia invece valgono solo le soglie cumulative per tutti i Pfas, che restano lontane. I primi risultati dei nuovi controlli a Santa Maria Maddalena sono stati consegnati al Comune di Occhiobello, che ha tratto questa conclusione: «Al momento, in base ai dati in possesso degli organi competenti, non vengono riscontrate condizioni tali da dichiarare la non potabilità dell’acqua». La situazione è comunque monitorata costantemente, perché sembra che i valori di C6O4 nell’acqua mostrino un andamento non stabile.

Il Comune polesano ricorda che, «pur non essendo presente allo stato attuale un limite normativo nazionale per la sostanza rilevata, Acquevenete (la società di distribuzione che acquista l’acqua da Hera, ndr) ha richiesto a Hera di mettere in campo sollecitamente le misure necessarie a riportare le concentrazioni della sostanza a un livello inferiore al limite di rilevabilità», che è appunto 40 µg al litro. La Regione Veneto ha imposto qualche mese fa filtri particolari a tutte le centrali venete che pescano in Po.

L’acqua inviata a Santa Maria è prodotta nella centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro, che preleva la materia prima dal Po, dove di recente è stata individuata la presenza di questo tipo di Pfas, e distribuisce anche a Ferrara. I controlli di Hera sono stati attivati lungo tutta la filiera produttiva, si attendono in queste ore i risultati. L’Asl, intanto, informata del campione positivo scoperto da Acquevenete, si è mossa in due direzioni. Da una parte ha chiesto tutta la documentazione relativa ai prelievi e agli esami di questi giorni, e dall’altra ha informato la Regione. Da quanto si è appreso da Hera, la soglia di legge di 500 µg al litro per la concentrazione cumulativa di tutti i Pfas, non è mai stata sfiorata, con concentrazioni massime di 100 µg. —

S.C.

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