Social, denunce in crescita. E c'è anche il caso Franz-Marattin
Il docente si è fatto prendere la mano dalla vis polemica, poi ha dovuto chiedere scusa
FERRARA. Da qualche anno i social network sono il mezzo di comunicazione, condivisione e interazione più usato al mondo. Ma molti utenti li approcciano come se si mettessero alla guida dell’auto senza aver preso la patente. Scrivere su internet, postare commenti, foto, video e altro materiale è come mettersi ad urlare insulti contro una persona ben individuata in una piazza piena di gente. Se ad ascoltare le parole oltraggiose ci sono almeno altre due persone scatta il reato di diffamazione (fino a 3 o 4 anni di pena) e si può intuire che sulla “rete” quel limite può essere varcato praticamente sempre. Nella foto l'avvocato Vasco Sisti, assieme a Stefania Soriani (Rifondazione) e all'ambientalista Marzia Marchi: hanno presentato querela contro otto "hater" su internet.
Anche farsi prendere dalla foga della discussione può essere rischioso. Ne sa qualcosa Giangi Franz, docente e marito dell’ex assessore Roberta Fusari che per un post su Facebook nel quale accusava il parlamentare Pd Luigi Marattin di essere un “lottizzatore”, ha dovuto scusarsi pubblicamente, nel marzo scorso, con una lettera inviata urbi et orbi a tutte le testate per far decadere la querela. Il legale di Franz era Marco Linguerri. «Le denunce per diffamazione sul web stanno aumentando a dismisura - spiega - crescono quelle per insulti sui social, ma c’è anche chi querela per offese ricevute sulle chat. Scrivere su internet non implica la libertà di odiare. A querelare sono singoli cittadini, ma anche imprese. I social vanno usati con conoscenza e consapevolezza delle regole». —
Gioele Caccia
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