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La bretella unisce le strade Ma divide i consiglieri

Lorenzo Gatti

La protesta di Ragazzi (Mesola Cambia): «Troppi passaggi sono poco chiari» Replica del sindaco Padovani: l’opera serve ad alleggerire il traffico sulla piazza

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MESOLA. L’ultimo consiglio comunale a Mesola dello scorso 9 luglio aveva visto la contrapposizione tra la maggioranza, che poi ha approvato l’atto, e le minoranze, le quali lo hanno bocciato, in merito al progetto definitivo della realizzazione della “bretella” che andrebbe a collegare via Cristina con via Togliatti, bypassando piazza Vittorio Veneto.

Per la maggioranza questo intervento, stimato in circa 300mila euro, alleggerirebbe il traffico nella piazza del paese, agevolando anche la realizzazione del mercato settimanale e delle varie manifestazioni programmate.

lo scontro

La frizione è stata particolarmente dura tra il sindaco Gianni Padovani ed il capogruppo di “Mesola Cambia”, Carlo Ragazzi. Quest’ultimo ha spulciato i documenti, chiedendone l’accesso, ed in sintesi sono quattro gli ordini di motivi per i quali si oppone a quest’opera.

Il primo è di ordine politico non ritenendola necessaria. «Innanzitutto non è stato fatto uno studio che motivi la necessità dell’intervento – spiega il capogruppo – come, ad esempio, un approfondimento sul volume del traffico in piazza».

Poi passa a tre questioni tecniche: «L’opera sorgerebbe in un’area che il Rue (Regolamento urbanistico edilizio, ndr) classifica come AC5, le “aree di espansione” – continua –, la quale prevede che le opere di urbanizzazione primaria inadeguate e/o mancanti siano eseguite da privati e non dall’ente pubblico».

Poi c’è una osservazione anche sulla tempistica degli atti: «Gli atti di “cessione bonaria” da parte dei privati al Comune devono essere firmati dopo la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera che, è stata espressa nella serata del 9 luglio, ma alcuni atti erano già firmati». Infine, c’è una contestazione di carattere economico: «I privati hanno sottoscritto gli atti, alcuni anche mancanti del protocollo, per cifre diverse tra loro ed il valore dei terreni andrebbe calcolato nella misura venale del bene, cioé 59 euro al metro quadro, e non in base al valore Ici delle aree».

la riflessione

Per tutte queste argomentazioni Ragazzi chiede una riflessione sul progetto che, a suo avviso, vedrebbe i costi aumentare fino a circa 500mila euro. «Quello che è stato presentato in consiglio comunale è un quadro economico sballato prodotto da calcoli errati che mette in gioco risorse pubbliche; noi vogliamo approfondire questo progetto e dubitiamo che i tecnici lo firmeranno in quanto richiede un mutuo che, in caso di irregolarità, procurerebbe un danno erariale. Chiediamo quindi alla maggioranza di valutare le nostre eccezioni e ci riserviamo di presentare un esposto alla procura della Repubblica», chiude.

la riposta

Come risponde il sindaco Padovani a queste critiche di Ragazzi? «L’opera è stata inserita nel nostro programma di mandato – ha spiegato il primo cittadino di Mesola – e rientra tra i lavori per la messa in sicurezza di piazza Vittorio Veneto, sia per quanto riguarda il mercato settimanale, che per tutte le iniziative le quali prevedono la chiusura della stessa piazza. Inoltre, questa opera servirà ad alleggerire il traffico in transito sulla piazza. Le operazioni di esproprio sono state gestite dall’ufficio tecnico, che ha rilasciato l’idoneità, così come previsto dalla normativa vigente» . —

Lorenzo Gatti

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