I piccoli Comuni: quote aggiuntive dalla nuova Imu
La nuova Imu deve riconoscere maggior margine di manovra ai Comuni. In particolare, andrebbe riconosciuta la possibilità di applicare e riscuotere una componente dell’imposta, destinata a remunerare i servizi indivisibili, e anche una parte del gettito dei fabbricati di categoria D. Sono queste le principali proposte avanzate dall’Anpci, l’associazione nazionale dei piccoli comuni, in sede di audizione in Commissione finanze della Camera, attraverso il consulente Riccardo Bizzarri, sindaco di Masi Torello. L’audizione era incentrata sulla proposta di legge del deputato leghista Alberto Gusmeroli, che punta a istituire della nuova imposta municipale sugli immobili che dovrebbe accorpare l’attuale Imu e la Tasi.
La remunerazione dei servizi indivisibili (illuminazione, sicurezza, anagrafe ecc.), secondo la proposta di Bizzarri, andrebbe riconosciuta con un’aliquota massima dello 0,1%, analogamente all’attuale Tasi. Per quanto riguarda i fabbricati di categoria D, che sono in numero ridotto (il 2,3% del totale), rappresentano una quota rilevante della rendita catastale complessiva, pari al 28%. Si tratta di opifici, capannoni industriali, alberghi, centri commerciali, che richiedono in maniera maggiore i servizi comunali. —
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