Intrattenimento più imprese meno occupati Il “green” invece va
Crescita zero per le attività collegate a cultura e arte Un’azienda su quattro investe in tecnologie pro-ambiente
Anche il mondo delle imprese si adegua alla sensibilità sulla vivibilità, e punta allo sviluppo di settori come lo sport, la cultura, l’intrattenimento, la vita all’aria aperta. Il trend italiano è in esponenziale ascesa e ha fatto registrare investimenti per circa 9 miliardi con una crescita in 5 anni del 14, 6%. L’Emilia-Romagna, dal canto suo, sommando gli investimenti per attività creative, artistiche, culturali, intrattenimento, ha portato a casa un +9, 6%. Quanto a Ferrara, come uno studente molto intelligente ma che potrebbe fare di più, ha seguito la scia di crescita delle aziende con il 5, 1% in più, sono infatti 655 nel 2019 le realtà che si occupano soprattutto di intrattenimento e divertimento in netto sviluppo, ma, a sorpresa, e in controtendenza con i dati nazionali, sono in calo il numero degli addetti con un –14, 4% (in 5 anni); anche se l’incidenza di donne e stranieri ha un peso non indifferente.
crescita zero
Un dato che fa molto pensare è per esempio la crescita zero sulle attività di biblioteche, musei ed archivi, cosa che in una città d’arte e piena di storia come Ferrara non ci saremmo aspettati. Questo potrebbe dire molte cose, dall’ottimizzazione dei processi all’introduzione di tecnologia più sofisticata, ma per avere il polso della situazione abbiamo chiesto un commento al presidente della Camera di Commercio di Ferrara Paolo Govoni.
Secondo il presidente «la bassa crescita dell’economia ferrarese in generale, e in alcuni settori nello specifico, è il risultato di una struttura economica frammentata in cui è elevato il peso delle imprese di dimensioni contenute, il più delle volte poco patrimonializzate e poco propense a crescere».
La nostra città insomma, anche nei settori dove ha spiccate doti di potenzialità, come turismo e arte, arranca leggermente nel mettere in atto una crescita strutturata e costante. «Ferrara è un territorio alla ricerca ancora di una missione comune – ha continuato Govoni – e se riuscirà a trovarla, potrà prepararsi al futuro con fiducia e convinzione. Ma per realizzare concretamente questa visione serve innanzitutto puntare sul gioco di squadra tra i diversi attori coinvolti in tale percorso: la classe politica deve fornire un chiaro indirizzo allo sviluppo e dare coerenza alle scelte nel lungo termine».
competenze verdi
Altro discorso quello sul rispetto del pianeta, che ormai interessa tutti i settori. «Il nostro Osservatorio dell’economia prevede che, nei prossimi cinque anni, le imprese ferraresi avranno bisogno di un gran numero di lavoratori con competenze “verdi” – aggiunge il presidente camerale – È dunque sempre più incalzante l’esigenza di investire sulla formazione e sulle competenze, per preparare i giovani e adulti a essere protagonisti del cambiamento, e migliorare produttività e salari».
Sono 1. 699 le imprese ferraresi dell’industria e dei servizi che hanno investito nel periodo 2015-2018, o prevedono di farlo entro la fine del 2019 (nell’arco, dunque, di un quinquennio) in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2: in pratica, un’azienda ferrarese su quattro, e nel manifatturiero sono quasi una su tre. «Un antidoto contro la crisi dunque, ma anche uno stimolo per agganciare e sostenere la ripresa – è la conclusione di Govoni – Un indubbio fattore di competitività, che trova le sue radici nel peculiare sistema di piccole imprese, in cui efficienza, qualità e bellezza, flessibilità, coesione sociale e legami territoriali alimentano i fatturati aziendali». –
Emanuela De Domenico
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