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coinvolgere la protezione civile 

L’Arcidiocesi: trasloco concertato con tutti

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Per l’Arcidiocesi di Ferrara è importante «superare una situazione di vita segnata da provvisorietà e incertezza, ma anche non disperdere un importante patrimonio sociale raggiunto in questi anni». La presa di posizione di Palazzo arcivescovile mette anch’essa un freno a sgomberi frettolosi dal campo nomadi, «il progetto di trasferimento andava e va tuttora pensato di concerto tra enti locali, istituzioni, organismi sussidiari e forze sociali e vive (cfr. Benedetto XVI, Deus caritas est, n. 28) della comunità coinvolta, in trasparenza e serenità». Peranto «la Chiesa di Ferrara-Comacchio auspica un ragionevole tempo dichiarato e supportato di “stato di emergenza” delle famiglie Sintie, che prevede l’intervento anche della Protezione civile, valutando la permanenza temporanea nell’area di sosta con provvedimenti minimi necessari sul piano della sicurezza, anche sanitaria e sociale». L’obiettivo resta «un progetto definitivo proposto dal Comune e dalle Istituzioni, condiviso con le famiglie Sinte e supportato dal mondo del Terzo settore», con scelte politiche che «tutelino la dignità, la vita delle persone e delle famiglie che vivono nella nostra città».

L’Arcidiocesi ricorda i cinque obiettivi previsti dalla strategia nazionale per Rom e Sinti, e fatti propri dalla Regione: stabilità abitativa, salvaguardia del risultato scolastico raggiunto, tutelare la salute, intensificare l’impegno professionale e lavorativo, favorire un impegno responsabile e di cittadinanza. —

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