Pfas nell’acqua Hera A S. Maria valori ancora oltre la soglia
Continuano a restare sopra il valore di riferimento fissato dalla sola Regione Veneto, 40 µg al litro, i valori di C6O4 nelle acque potabili che servono parte di Santa Maria Maddalena, prodotte da Hera nella centrale di Pontelagoscuro. A quanto si apprende i valori di questo inquinamente della famiglia Pfas sono altalenanti e di poco sopra la soglia, ma dal primo campione positivo della scorsa settimana non hanno mostrato significativi abbassamenti. Sul tema ieri è intervenuto l’assessore all’Ambiente di Occhiobello, Enrico Leccese, per puntualizzare che le norme di riferimento per la qualità delle acque destinate al consumo umano sono nazionali, prevedono che vengano eseguiti i controlli dal gestore (Acquevenete, che acquista da Hera), Asl e Arpae; quindi «il giudizio d’idoneità dell’acqua destinata al consumo umano spetta, in definitiva, all’Azienda sanitaria locale territorialmente competente sulla base dei dati raccolti e sulle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità».
Evidentemente dall’Asl polesana non sono ancora arrivate indicazioni contrarie alla dichiarazione di mercoledì del Comune di Occhiobello, e cioè che l’acqua era potabile. L’assessore polesano sottolinea che le forniture di Hera alimentano solo la zona orientale di Santa Maria, quella più vicina alla Ss16, mentre il resto del territorio è rifornito da Acquevenete cui la Regione Veneto ha imposto filtri speciali anti-Pfas. «L’impossibilità di definire rigorosamente limiti geografici precisi è dovuta al fatto che la rete acquedottistica dell’intero comprensorio è unica e non sezionata, per cui le due fonti risultano tra loro interconnesse» dice Leccese.
Mentre in Veneto hanno già i dati di diversi controlli di questi giorni, sulla sponda ferrarese i risultati dei test effettuati da Hera sull’acqua prodotta nella stessa centrale di Ponte, e distribuita a Ferrara, «saranno disponibili lunedì» ha fatto sapere ieri l’assessore all’Ambiente, Alessandro Balboni, che sta monitorando la situazione. In Emilia vige il solo limite nazionale cumulativo per tutti i Pfas, 500 µg/l, che non è mai stato neanche avvicinato. —
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