Chi più spende... resta fuori dal Comune Rendine e Bova al top, Maggi senza spese
I primi rendiconti delle liste che hanno partecipato alla competizione elettorale di maggio: con qualche sorpresa
Il report
Chi più si è “speso”. . . ha visto sfumare perfino la possibilità di sedere fra i banchi del Consiglio comunale; si è guadagnato anche una poltrona da assessore chi, al contrario, non pare aver affrontato alcuna spesa per la propaganda elettorale della propria lista. Cominciano ad essere pubblicati all’albo pretorio del Comune i rendiconti delle spese elettorali delle liste che hanno preso parte alle scorse amministrative e, sebbene la legge imponga la presentazione dei conti entro trenta giorni dal termine della campagna elettorale, al momento sembrano aver tirato le somme solo sette delle diciassette “ex gareggianti”.
spendaccioni
Fra le meno parsimoniose si colloca certamente la lista civica di Gol (Giustizia onore libertà) il cui candidato sindaco, Francesco Rendine, aveva del resto cominciato a muoversi molto presto: ben prima di altri aveva presentato la propria candidatura e tappezzato la città di manifesti, e il suo volto stampato dietro ai tram non aveva lasciato nessun angolo di Ferrara al caso. La conseguente lunga permanenza alla fine, però, non l’ha ripagato, ma ha portato le spese di Gol a lievitare fino a 45. 700, 65 euro di cui 45. 480, 65 euro sono serviti appunto per la produzione, l’acquisto e la diffusione di materiale per la propaganda e 220 euro sono stati destinati all’organizzazione delle manifestazioni.
E non si è neppure risparmiato il candidato sindaco di Italia in Comune, Alberto Bova, che ha sostenuto spese per ben 22.155,50 euro: i costi più ingenti hanno riguardato materiali e mezzi per la propaganda (17.680 euro); sono state poi affrontate le spese per prestazioni e personale utilizzato (1.350 euro) e per l’organizzazione dell’evento dei primi di maggio all’hotel Carlton quando arrivò a Ferrara, per sostenere la candidatura di Bova, Federico Pizzarotti (3.125, 50 euro).
Delle tre liste che hanno sostenuto la candidatura di Roberta Fusari, al momento, risponde all’appello sui conti solo Coalizione Civica, che dichiara di aver speso per la tornata elettorale 5.962, 65 euro di “fondi propri”. Più della metà sono stati destinati alla stampa di manifesti e programmi elettorali, e alla presentazione delle candidature; 330 euro hanno coperto le spese della promozione, sul web, di eventi, programma e candidati; si è poi dovuto affrontare, fra le altre cose, l’affitto dei locali e le spese dei certificati penali.
Per la sua campagna elettorale il candidato di InnovaFe, Andrea Firrincieli, ha raggiunto invece i 4. 470 euro: di questi, 3. 529 hanno coperto i costi di manifesti, stampati, cartoline e programmi e, il resto, spese per la costituzione della lista civica e per le marche da bollo.
più stelle di euro
Nemmeno i 1.173, 27 euro di “donazioni volontarie eseguite da attivisti e simpatizzanti” che il Movimento 5 Stelle ha riservato a Tommaso Mantovani sono valsi al candidato la poltrona di sindaco, ma almeno un posto da consigliere sì. Fra le spese pentastellate rientrano volantini e locandine, ma anche aperitivi e serate al “Melo”, e pure una multa dei vigili urbani in occasione dell’incontro che il M5s aveva organizzato, in piazza Trento Trieste alla fine di maggio, per parlare di infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.
Hanno reso pubblici i propri rendiconti anche la lista di Fratelli d’Italia, che fa sapere di non aver sostenuto nessuna spesa essendosi avvalsa solo dei mezzi messi a disposizione dalla direzione nazionale del partito, e Ferrara Cambia che dichiara di non aver affrontato nessuna spesa e di “non aver ottenuto alcun tipo di finanziamento o contributo, a favore della lista, da parte di altri partiti, liste, gruppi o candidati”.
chi manca
All’appello online mancano dieci liste. Tra queste ci sono le e quattro che hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Aldo Modonesi: Gente a Modo, Frazioni e Quartieri, Insieme e Partito Democratico. C’è poi Ferrara Libera, che ha sostenuto la candidatura di Giorgio Massini e due delle tre a favore di Roberta Fusari: Azione Civica e +Europa. Mancano infine all’appello anche tre delle cinque liste che hanno appoggiato Alan Fabbri: Lega Salvini Premier, Ferrara Civica-Rinascita Socialdemocratica, Forza Italia-Con Sgarbi Rinascimento. –
Giovanna Corrieri
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