Dal progetto del Seicento al centro documentazione
La storia della struttura dedicata a Paolo V
Ilmonumento
Porta Paola è una delle massime espressioni dell’architettura tra il manierismo e il barocco a Ferrara.
Fu costruita nel 1612 su progetto dell’architetto Giovan Battista Aleotti, che la inserì perfettamente nella cortina muraria costruita ex novo. L’iniziativa partì dal Cardinal Legato Spinola, che ordinò l’avvio dei lavori e dedicò il fabbricato a Paolo V, allora al soglio pontificio.
Nel corso dell’Ottocento, esaurite le funzioni di controllo militare, la Porta divenne una delle più importanti “ricevitorie daziarie della città” dotata di pesa pubblica, con diverse guardie ed un portiere, che usufruiva di alcune stanze al piano superiore.
Nel giugno 1898 l’Ufficio Tecnico comunale elaborò il progetto di “riduzione a barriera” della Porta.
Nel corso del Novecento lo storico fabbricato venne destinato ad accogliere vari uffici, tra cui quelli del “dazio e consumo” e della Divisione Imposte e Tasse del Comune di Ferrara.
Il sisma del 2012 ha inciso profondamente su elementi della Porta resi già fragili nel momento stesso in cui la porta è stata isolata dall’apparato murario che le dava continuità.
Lo scorso 7 giugno, all’antivigilia del ballottaggio, è stato inaugurato il centro di documentazione delle Mura estensi sulla cui modalità di fruizione al pubblico si sta ancora discutendo.
Il restauro dell’edificio di Porta Paola, portato a termine dalla giunta precedente, è costato 1 milione di euro, ha contribuito la regione Emilia Romagna con un finanziamento di 351mila euro, il resto lo ha messo a disposizione il Comune. —
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