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Il Castello cerca spazi e adegua gli impianti per la Pinacoteca Ma il trasloco slitta

Stefano Ciervo
Il Castello cerca spazi e adegua gli impianti per la Pinacoteca Ma il trasloco slitta

Quasi centomila euro di progettazione e servizi per l’allestimento Paron (Provincia): sì al trasloco. Progetto però solo nel 2020 

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la storia

È come un fiume carsico, la vicenda del trasloco della Pinacoteca nazionale, in tutto o più probabilmente in parte, in Castello Estense. Per mesi sparisce dal dibattito pubblico, e la stessa direttrice delle Gallerie Estensi, Martina Bagnoli, non sembra inserirla nei programmi dei prossimi quattro anni. Poi di tanto in tanto spuntano segnali di vita del progetto, che dimostrano come gli enti pubblici continuino ad investire in un’operazione che aveva subìto un pesante stop dalla presa d’atto della mancanza in Castello di uno spazio adatto ad ospitare i grandi affreschi medievali. Così è successo anche nei giorni scorsi per una trance di lavori preparatori, sia pure ancora in assenza di un progetto definitivo per il trasloco.

l’ultima determina

Nei giorni scorsi la Provincia ha avviato una procedura ristretta per «l’affidamento della progettazione esecutiva e direzione operativa dei lavori impiantistici, integrativi alla progettazione dell’intervento di ripristino con miglioramento sismico del Castello Estense, finalizzati al trasferimento della Pinacoteca nazionale nel Castello Estense e nuovi allestimenti». Si tratta di servizi per poco più di 93mila euro, briciole a confronto dei 7 milioni di euro messi sul piatto dal ministero per il trasferimento, ma testimoniano appunto che la preparazione va avanti. La ditta che si è aggiudicata questa trance progettuale, la Siever di Ferrara, dovrà appunto armonizzare gli interventi previsti dall’antisismica con quelli propedeutici alla predisposizione degli spazi per la Pinacoteca.

mai in discussione

Il corollario di questa mossa è lo slittamento del trasloco, in coincidenza con la riaffermazione del suo valore strategico. «Il progetto in sé non è mai stato in discussione - spiega Barbara Paron, presidente della Provincia - solo è stato necessario spostare in avanti la progettazione, per fare spazio ai lavori di sistemazione del Castello. Diciamo che si comincerà a parlarne l’anno prossimo, mi auguro prima dell’estate. A quel punto sarà necessario rimettere mano alla disposizione degli uffici dell’ente, che occupano gli spazi destinati al nuovo percorso espositivo». Si tratta di parte del secondo piano del Castello, dove si erano trasferiti diversi uffici e c’era la nuova sala del Consiglio provinciale.

senza preconcetti

Se da parte dei futuri ospitanti si sta facendo spazio per il nuovo arrivato, i potenziali traslocanti non si espongono. Bagnoli ha sempre affermato che il progetto va valutato «senza preconcetti e con criteri logici», e presenta «più aspetti positivi che negatività», a partire dal poter allestire un percorso ad anello fino alla posizione di «assoluta preminenza» che assumerebbe il museo rispetto alla città. Tra gli aspetti negativi, l’abbandono del palazzo rinascimentale più noto, i Diamanti, peraltro anch’esso interessato prossimamente da lavori, e appunto la difficile collocazione di alcune opere. Il primo piano di Palazzo dei Diamanti potrebbe ospitare l’ampliamento delle Galleria d’arte moderna e contemporanea, nell’ottica di uno sviluppo del Quadrivio rossettiano che sembra interessare anche la nuova amministrazione comunale. —

Stefano Ciervo

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