Le novità nei percorsi di studio uno dei punti di forza dello Ial
A Bondeno è tutto pronto per informatica e lingue straniere rivolte ai disoccupati A Ferrara 200 gli iscritti e da settembre si passa nella sede in via Calcagnini
Gli ultimi mesi sono stati molto importanti per l’istituto di formazione Ial, che da poche settimane è passato ad occupare anche l’immobile di via Calcagnini 5, a Ferrara, poi a Bondeno ha ampliato notevolmente la propria offerta. Informatica a vari livelli, utilizzo dei social per l’impresa, ma anche lingue straniere e le cosiddette competenze trasversali. Si amplia in maniera significativa il bouquet di corsi che partiranno dopo l’estate nella località matildea, su iniziativa dello Ial di Ferrara diretto da Enrico Benatti, con il sostegno del Comune di Bondeno e dei vari partner dell’iniziativa. E così da settembre, tutti i soggetti inoccupati o in cerca di prima occupazione potranno rivolgersi all’ente di formazione ed al Comune per richiedere l’adesione ad uno dei molteplici percorsi proposti, finanziati con fondi regionali.
fine anno
Intanto, nei giorni scorsi si è tenuto il tradizionale incontro di fine anno con genitori, docenti e studenti dello Ial (acronimo di innovazione, apprendimento, lavoro). La giornata si è aperta con la visione di un filmato realizzato da due giovani universitari, rivolto a quel target di ragazzi potenziali utenti dell’istituto cittadino, che ha la sede in via Montebello.
Nato come una scuola di addestramento lavoratori proprio a Bondeno negli anni ’90, ha aperto anche a Ferrara nel 2009 una sede che ogni anno è frequentata da circa 200 giovani, con età dai 15 ai 18 anni in diritto – dovere d’istruzione e formazione, ovverosia studenti che dopo un primo anno orientativo in un istituto scolastico, decidono di completare il triennio presso un ente di formazione per conseguire una qualifica.
«La realizzazione del video è stato un lavoro simpatico da realizzare – ha sottolineato il direttore Benatti, il quale ha visto i nostri allievi partecipare attivamente a questa che definirei “open day virtuale”, in quanto era stato pensato in maniera giocosa per arrivare a toccare veramente le corde di interesse dei giovani e quindi il primo ringraziamento va a loro».
Ma con i fondi della Regione Emilia Romagna è stato possibile mettere in atto altri due progetti.
mastri vetrai
il primo si è concretizzato nel libro “Lavoriamo il vetro”, frutto di un laboratorio didattico e creativo condotto dal maestro vetraio Alberto Gambale, destinato a chi seguiva i percorsi per Operatore della ristorazione e Operatore alle cure estetiche. Un’attività che ha richiesto un attento e profondo lavoro di progettazione, riflessione ed una creatività sorprendente, ben sintetizzata dalla frase del maestro Gambale, che ha descritto il corso «come una finestra per affacciarsi su un mondo di opportunità; uno specchio per guardarsi dentro...» . Alle lezioni teoriche è seguita la parte pratica, che ha trasformato i ragazzi in veri e propri artigiani del vetro, capaci di realizzare così piccoli oggetti – ciondolo per catenine o straordinari vassoi porta cioccolatini.
occhio ai social
L’altro progetto affrontato dallo Ial a Ferrara è riferito al tema della “dipendenza da social”, perché secondo il noto psicologo Paolo Crepet, «ormai gli smartphone e le cuffiette per la musica sono peggio della droga e dell’abuso di alcool», mentre per il compianto scrittore Umberto Eco «i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli alla stessa maniera in cui lo riconoscono ad un Premio Nobel» .
Certamente provocazioni ma c’è anche chi sostiene che l’abuso dei social network modifichi la reattività del cervello che riceve stimoli da un soggetto il quale è sempre più spettatore passivo piuttosto che critico e decisore. Nell’analisi compiuta, i ragazzi sono stati supportati dall’associazione Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) di Ferrara, con la quale è presente una collaborazione già da diversi anni.
percorsi
Al saggio di fine anno non manca mai il presidente Ial regionale, Francesco Falcone, perché ci tiene ad incontrare i ragazzi, a complimentarsi con loro e con i loro docenti ma, soprattutto, con il direttore Benatti per gli ottimi risultati (non solo per numero di iscritti) che sta riuscendo ad ottenere nelle attività a Ferrara e in provincia.
La mattinata di festa si è conclusa nel giardino della sede con un buffet , preparato dagli stessi ragazzi e la distribuzione del libretto “Lavoriamo il vetro”.
«I nostri progetti – ha concluso Benatti – cercano ogni anno di approfondite argomenti sociali, culturali e specialistici in riferimento alle qualifiche che costituiscono il punto d’arrivo dei nostri studenti. Anche se non in via esclusiva i percorsi sono indirizzati a quei ragazzi definiti “NL”, quelli cioé che non hanno concluso il primo anno di scuola superiore per troppe assenze o perché si sono ritirati. In questo caso il recupero deve obbligatoriamente fare leva su metodologie didattiche diverse da quelle tradizionali ed ecco, allora, che si pensa ad un progetto attorno al quale si imbastirà la trattazione dei contenuti necessari alla loro realizzazione. Ed i risultati li vediamo, costantemente». —
Margherita Goberti
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