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Le nuove frontiere del turismo Sviluppo con l’uso del digitale

Le nuove frontiere del turismo Sviluppo con l’uso del digitale

Mappa opportunità e Big Data: nuovi strumenti di indagine da sperimentare Un settore in crescita che ha visto le prenotazioni online salire dal 10% al 40% 

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La tecnologia digitale sta trasformando in modo profondo il mercato del turismo che continua a crescere a ritmi molto importanti. Tra il 2008 e il 2018 le presenze turistiche in Regione sono cresciute del 15%, e anche Ferrara, nonostante il periodo del terremo nell’ultimo decennio, ha fatto registrare un aumento di visitatori . La quota di imprese che vende sui grandi portali on-line è salita dal 33% all’82%. La percentuale di turisti che sceglie la destinazione di vacanza mediante i social network è passata dal 10% al 40%.

Cambio di passo

A queste radicali modifiche nella realtà deve corrispondere una significativa trasformazione delle analisi turistiche. Di qui la necessità di impostare nuovi strumenti di indagine. La “Mappa delle opportunità” e l’Osservatorio “Big Data” sono due innovativi prodotti informatici che cercano di andare incontro alle esigenze di un turismo che cambia. Questi strumenti sono al centro di un progetto che vede la collaborazione, a livello nazionale, di Isnart(Istituto nazionale ricerche turistiche) delle Camere di commercio, e, per la parte regionale, di Unioncamere Emilia-Romagna che agisce in sinergia con Regione e APT Servizi.

Delle opportunità legate a queste innovative modalità di analisi legate anche alla valorizzazione di forme di turismo innovative ed emergenti, si è parlato nel corso di un convegno a Bologna durante il quale sono stati presentati i primi risultati del progetto, oltre che di scenari e prospettive di un settore che ha due caratteristiche uniche: non è delocalizzabile ed è “labour intensive” ossia a forte intensità lavorativa.

La “Mappa delle opportunità” è una piattaforma basata su un sistema di intelligenza artificiale che permette di verificare cosa c’è e cosa manca, a livello di servizi, all’interno degli attrattori turistici della regione e del territorio nazionale.

L’Osservatorio “Big Data” serve per acquisire tutti i dati inerenti al turismo (arrivi, presenze, spesa media, sperimentazioni sui social e altro) che vengono raccolti in un unico contenitore e messi in relazione in modo da ottenere poche e significative informazioni di sintesi.

«Sono due piattaforme in grado di mettere in evidenza, con pochi click, ciò che manca e quel che c’è in un attrattore o un gruppo di attrattori turistici – sottolinea Matteo Beghelli, ricercatore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna - Sono in fase di test e saranno poi condivisi con i policy maker, e, in un secondo momento, con le imprese. Tutto questo per contribuire allo sviluppo del settore turismo. La sua crescita è superiore a quella di altri ambiti dell’economia regionale ed è uno dei pochi in cui il numero delle imprese attive sale».

Il peso del turismo

«In termini assoluti il turismo in Emilia vale 17,7 miliardi, pari all’8,3% del valore aggiunto turistico nazionale, quarta regione italiana per incidenza. Gli addetti sono 242 mila, 70 mila le imprese», conclude Guido Caselli, vicesegretario di Unioncamere regionale. —

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