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Mancata informativa per i certificati online 

Privacy violata all’Afm Il Comune paga la multa

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la curiosità

Non si sa quanti ferraresi vadano a chiedere certificati anagrafici agli sportelli delle Farmacie comunali, ma comunque il servizio esiste e il Garante della privacy ha scovato una falla nella procedura, che è costata al Comune una multa di 2.400 euro (rateizzata, peraltro, in dieci rate mensili). Il problema sta proprio nel fatto che l’Afm è un’azienda, sia pure di proprietà comunale, e per trattare i dati anagrafici dei cittadini dovrebbero chiedere loro la sottoscrizione della informativa sulla privacy. Procedura che agli sportelli anagrafici comunali non è necessaria, perché il trattamento di dati anagrafici è un obbligo imposto dalla legge agli enti locali. La difformità delle due procedure è saltata fuori a seguito di un accertamento ispettivo eseguito dal Nucleo privacy della Guardia di finanza il 9 novembre 2016, al quale il Comune ha opposto degli scritti difensivi. Il garante Antonello Soro, però, è rimasto dell’idea iniziale, e cioè che il Comune, una volta demandato ad un gestore terzo l’erogazione del servizio Anagrafe online, avrebbe dovuto imporgli l’obbligo dell’informativa.

Di qui, dopo vari aggiustamenti legislativi, la sanzione amministrativa per la violazione dell’art. 161 del Codice della privacy, che ha prodotto la variazione di bilancio portata ieri in Consiglio comunale dall’assessore Matteo Fornasini. Si suppone che nel frattempo sia stata cambiata la procedura, aggiungendo la burocratica firma. —

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