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Consiglio al vetriolo Il Palazzo Ottagonale è motivo di rottura

Annarita Bova
Consiglio al vetriolo Il Palazzo Ottagonale è motivo di rottura

Sul tavolo una variazione al bilancio per ulteriori lavori La minoranza si oppone e vota no anche per i volontari

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. È rottura profonda tra maggioranza e opposizione a Mesola. Lo scontro iniziato prima delle elezioni e continuato in campagna elettorale non vede tregua, tanto che anche il consiglio comunale di martedì sera ha visto diversi botta e risposta molto caldi e anche qualche colpo di scena.

Il palazzo

Ad accendere gli animi una variazione d’urgenza al bilancio comunale di 240mila euro. «Per errori di valutazione sul preventivo formulato per il recupero del palazzo Ottagonale di Ariano - come sottolineano i consiglieri di Mesola Cambia -. Un progetto totalmente finanziato dalla regione Emilia Romagna per un importo di 495mila euro che ora richiede un ulteriore esborso da parte del Comune, quindi soldi della comunità, di ulteriori 240mila euro per non perdere il finanziamento su un immobile del Consorzio di Bonifica». Ed aggiungono: «Voi cittadini ad un tecnico che vi fa un preventivo di 495mila euro e poi ve ne chiede 735 mila cosa rispondete? Senza parlare degli abusi edilizi commessi dalla ditta precedente».

la risposta

Pronta la risposta del sindaco Gianni Michele Padovani: «Bisognerebbe iniziare a raccontare la cose nella giusta maniera, tanto poi i cittadini se ne accorgono - affonda il primo cittadino -. Il Palazzo Ottagonale è del 1865, sono arrivati i finanziamenti dalla Regione e iniziati i lavori. La ditta che ha vinto l’appalto, a detta dei tecnici, non stava facendo un buon lavoro e abbiamo deciso di cambiare».

È subentrata la seconda arrivata «ed è stato subito evidenziato un problema molto grosso al tetto che stava cedendo. Ecco perché abbiamo deciso di utilizzare un avanzo di bilancio pari a 240 mila euro per non perdere i 500mila della Regione ed arrivare a sistemare il Palazzo: cosa c’è di sbagliato? Dovevamo fermare tutto per quale motivo?».

i contributi

Ma non è stato solo il destino del Palazzo al centro delle discussioni. «La minoranza ha anche votano no su due punti a mio parere fondamentali: il contributo di 5mila euro per l’associazione che ha visto i mezzi bruciati in un rogo e l’aiuto di 10mila euro per i lavoratori che vengono licenziati, da noi i lavoratori del Mercatone. Il perché? Vorrei capirlo anche io, sinceramente», conclude il primo cittadino mesolano. —



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