Restaurate le lapidi dei caduti danneggiate dal terremoto
Sono state rimesse al loro posto dopo il lavoro di un volontario L’associazione dispersi in guerra sta facendo un censimento per realizzare un volume
Nel 1924 venne istituito a cura della neonata Associazione madri vedove e famiglie caduti e dispersi in guerra e un Comitato pro cappelle votive: lo scopo del comitato era quello di onorare i caduti in Guerra ferraresi per mezzo di piccole lapidi nominative che dovevano essere installate nelle due cappelle ai lati del voltino del miracolo, all’interno del Santuario di Santa Maria in Vado. Artefice del progetto fu la presidente dell’Associazione, Antonietta Pinghini, che per anni si prodigò nell’assistere le famiglie dei caduti.
A tale fine venne posto in vendita un volume dal titolo “Le opere d’arte del Castello Estense”: i ricavi di tale vendita dovevano servire interamente al progetto. Anche la parrocchia di Santa Maria in Vado fece la sua parte: il parroco installò nella chiesa una cassetta in cui ogni fedele poteva inserire il proprio obolo, settimanalmente la cassetta veniva aperta ed il contenuto versato al comitato.
oggi
Purtroppo, però, il terremoto del 2012 ha danneggiato molte di queste “lapidine”, che grazie all’impegno dell’associazione storica cittadina e al lavoro di Giampiero Bruni, sono state restaurate e in questi giorni rimesse al loro posto. In particolare, proprio Bruni ha effettuato questo lavoro a proprie spese, non solo in termini di tempo...
il progetto
Il 15 marzo 1925, alla presenza di autorità locali, militari e politiche vennero inaugurate le cappelle. Nel corso degli anni vi furono inserite anche le lapidi dei “martiri fascisti” (rimosse nel 1945) e, soprattutto, le famiglie ebree accettarono di ricordare lì anche i tanti caduti i israeliti, oltre ai nomi dei Caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Negli anni ’70 a Santa Maria in Vado si celebrarono messe in suffragio, in occasione del rientro in patria dei resti di caduti ferraresi, provenienti dai cimiteri libici e dalla Russia.
Ora l’associazione famiglie caduti e dispersi in guerra sta realizzando un censimento delle oltre 500 lapidine installate nelle cappelle. L’obiettivo è realizzare un volume, che poi sarà lasciato in dono alla stesso Santuario. —
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