Vendita abusiva di cuccioli Allevamento senza permessi
Quattro persone denunciate per frode in commercio e traffico illecito di animali I cani non hanno i documenti e il microchip non è italiano: sono tutti in salute
jolanda di savoia. Vendevano cani di razza senza essere in regola con i documenti e l’accusa per quattro persone, due italiane e due di nazionalità serba è di frode in commercio e traffico illecito di animali da compagnia.
Ben 105 cuccioli sono stati sequestrati dai carabinieri di Copparo, in collaborazione con i carabinieri forestali di Argenta, e le indagini sono ancora in corso. Cuccioli di Labrador, Golden Retriever, Bulldog e Terrier, tutti in ottime condizioni di salute, venivano venduti raggirando i clienti sulla reale provenienza e con pedigree falso. Due gli allevamenti sotto accusa: uno completamente abusivo a Jolanda di Savoia e uno in regola a Gambulaga. Le indagini, iniziate a maggio, sono ancora in corso.
le indagini
I controlli sono iniziati lo scorso mese di maggio, quando ai carabinieri della stazione di Jolanda arrivano alcune segnalazioni e partono gli accertamenti in un presunto allevamento abusivo gestito da un uomo di nazionalità serba di 39 anni. Immediatamente emerge una denuncia ai carabinieri forestali di Argenta risalente al 2018 da parte di una donna di San Marino che ava comprato un cucciolo nell’allevamento di Jolanda - il quale altro non è che una casa colonica con dei box -, e aveva avuto qualche problema con i documenti. Un’altra segnalazione è arrivata invece da Padova: un ragazzo voleva comprare un cane ma giunto nell’allevamento ha notato che il cucciolo che avrebbe dovuto prendere non era quello ritratto nelle foto che gli erano state inviate. Infine, a maggio, l’ennesima segnalazione da Sant’Agata Bolognese ha fatto scattare i controlli.
l’operazione
Gli allevamenti sotto accusa sono due. Il primo, completamente abusivo, si trova appunto Jolanda di Savoia ed è gestito da un uomo e una donna di nazionalità serba mentre l’altro, in regola è a Gambulaga e i titolari sono due italiani.
A prendere parte all’operazione anche i Nas di Bologna e i medici veterinari dell’Ausl di Ferrara. «Abbiamo censito 105 cuccioli - spiega Giorgio Feola, Comandante della compagnia carabinieri di Copparo - non tutti microchippati ma perché alcuni sono ancore molto piccoli: 42 cani hanno microchip serbo e 46 quello italiano. Il punto è che per trasportare i cani da uno Stato all’altro servono naturalmente dei documenti che le persone indagate non sono state in grado di fornire». Per questo motivo tutti gli animali sono stati sequestrati, pur restando all’interno dell’allevamento per motivi di spazio e perché comunque sono molto ben tenuti. Tra i due allevamenti c’era uno “scambio” di cuccioli pronti per essere venduti. —
An.Bo.
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