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il caso  

Cimice asiatica da paura un flagello per le pere

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Perdite sul pero enormi che arrivano anche al 100% dei frutti in alcune aziende, soprattutto del Ferrarese. Non è solo un problema locale e circoscritto. La cimice asiatica si sta trasformando nel nuovo flagello dell’agricoltura: i danni nelle campagne ferraresi sono enormi e il rischio è di azzerare il settore ortofrutticolo, mentre il parassita si diffonde a macchia d’olio anche nelle regioni vicine come Lombardia, Trentino e Friuli-Venezia Giulia. Cia-agricoltori italiani lancia l’allarme sul fenomeno, sottolineando l’aumento dilagante nel 2019 degli attacchi di questo insetto, con gli agricoltori esasperati di fronte alla distruzione di pere, mele, kiwi, pesche e nettarine, così come dalla mancanza di strumenti adeguati a combatterlo. Il presidente nazionale Dino Scanavino ha portato la questione anche al tavolo con il premier Giuseppe Conte e le parti sociali: «I cambiamenti climatici – ha spiegato – stanno portando parassiti, patogeni e insetti alieni che trovano sul nostro territorio un ambiente idoneo per proliferare. Una presenza pericolosa per l’agricoltura, a cui bisogna rispondere dando più spazio e risorse alla ricerca e con interventi rapidi di sostegno ai produttori».

D’altra parte, già ora la situazione è drammatica, si stimano danni da milioni di euro per colpa della cimice asiatica. Danni accertati del 25/30% anche su pesco, susino, albicocco, ciliegio e mandorlo. —

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