Malore fatale all’alba vicino agli scogli Un altro turista morto raccogliendo cozze
Vano ogni soccorso per un 80enne di Milano. Aveva ancora il cesto e il rastrello che si usa per la raccolta dei molluschi
LIDO NAZIONI. Seconda tragedia in mare, a sole 24 ore dalla morte di un turista 76enne del Lido di Pomposa. Giuseppe Marini, 80enne turista residente a Siziano, in provincia di Milano, uscito dalla sua casa a Nazioni per raccogliere cozze e vongole, è stato trovato morto ieri mattina, alle 6.50, all’altezza del Bagno Galattico del Lido delle Nazioni. A lanciare l’allarme alcuni turisti che stavano passeggiando in spiaggia, dopo aver notato, in prossimità degli scogli, la sagoma di un uomo che galleggiava immobile.
la telefonata
La telefonata alla Capitaneria di Porto ha fatto scattare immediatamente le operazioni di soccorso.
Sul posto sono giunte l’ambulanza di Comacchio, l’automedica dell’ospedale del Delta, ma i primi ad intervenire sono stati il titolare del bagno Galattico, Ivan Pacchiega ed il bagnino dello stabilimento balneare Oasi, Pierluigi Carli.
«Io sono arrivato in postazione alle 9 per il mio turno di servizio – ha raccontato l’assistente ai bagnanti del Bagno Galattico Gian Marco Carli, figlio di Pierluigi – ma la tragedia purtroppo si era già verificata. Mio padre al mattino arriva molto presto perché fa colazione al bar e si intrattiene con i gestori e i turisti prima di prendere servizio ed è stato lui, insieme al proprietario del Bagno Galattico a portare a riva quell’anziano che, secondo le indicazioni dei soccorritori, era morto da almeno un’ora».
i soccorsi
Ivan Pacchiega e il bagnino Pierluigi Carli, una volta raggiunto con il moscone, l’uomo che galleggiava immobile, si sono subito resi conto della tragedia. «Era rigido, non respirava, non reagiva – dichiara Ivan Pacchiega – e mentre io conducevo il moscone, Pierluigi lo ha sorretto con le braccia e trainandolo siamo arrivati a riva». A quel punto anche il bagnino dello Chalet del Mare, ha messo in atto le pratiche di rianimazione cardiopolmonare, praticando, senza alcun esito, purtroppo, il massaggio cardiaco. Nel frattempo sono giunte una pattuglia dei carabinieri di Porto Garibaldi e l’unità della Guardia Costiera di Porto Garibaldi, a bordo del gommone.
il decesso
Al suo arrivo, il medico soccorritore dell’automedica ha potuto solo constatare il decesso di Giuseppe Marini, dovuto con ogni probabilità ad un malore fulminante. «Non ha espulso acqua, come succede invece a chi rischia di annegare – precisa Pier Luigi Carli, bagnino intervenuto a recuperare il cadavere in mare –; può essersi trattato di un malore improvviso. Aveva ancora quello che noi chiamiamo rampone agganciato all’addome, cioè il rastrello uncinato, che si usa per raccogliere le vongole sul fondale, con il cesto per la raccolta».
La salma di Giuseppe Marini - che avrebbe compiuto 81 anni il 10 agosto - è rimasta protetta da alcuni ombrelloni calati sulla battigia, sin tanto che, verso le ore 12, è arrivato il benestare del magistrato di turno alla rimozione della stessa. Il corpo è stato trasportato nella camera mortuaria di Comacchio, ma con ogni probabilità sarà trasferito questa mattina all’istituto di medicina legale di Ferrara. —
Katia Romagnoli
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