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i nodi dell’anno scolastico 

Tagli alle nuove assunzioni d’insegnanti I sindacati: così aumentano i precari

Stefano Ciervo
Tagli alle nuove assunzioni d’insegnanti I sindacati: così aumentano i precari

Studenti in calo solo dello 0,2%, ma i “buchi” negli organici dell’anno scorso non sono colmati. Allarme nella Primaria

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Il taglio di un contingente di 5mila nuovi insegnanti rispetto alla richiesta di oltre 58mila assunzioni, effettuata dal ministero delle Finanze, aggraverà la situazione di precariato anche della scuola ferrarese. In pratica, rischiano di aumentare il ricorso a supplenze, a copertura di posti lasciati liberi da almeno un paio d’anni da insegnanti andati in pensioni e nemmeno coperti dal turn over. Il tutto a fronte di una riduzione del numero di studenti, che a Ferrara è comunque modesta, a fronte comunque di un aumento consistente delle esigenze di sostegno. Per questo motivo i sindacati della scuola stanno preparando lo stato di agitazione a tutti i livelli territoriali.

tagli e conseguenze

La brutta notizia è arrivata un paio di giorni fa da Roma. Il Mef ha ridotto il contingente di nuove assunzioni richieste dal ministero competente, cioè la Pubblica istruzione, avendo ricalcolato, così è stato spiegato, gli effetti del calo demografico. In provincia di Ferrara siamo passati in un anno da 38.731 a 38.654 alunni di ogni ordine e grado, cioè -0,2%: in compenso sono aumentate da 1.404 a 1.504 le esigenze di sostegno, che assorbono importanti risorse in termini di personale e ore d’insegnamento. «A fronte di questo calo molto limitato delle iscrizioni - dice Ania Cattani, segretaria della Cgil scuola - il taglio deciso dal ministero delle Finanze significa 400 insegnanti in meno in Emilia Romagna rispetto alle necessità, che per Ferrara comporterà la rinuncia a 30-40 docenti. Teniamo conto che in provincia ci saranno 199 pensionamenti in totale, tra i quali la maggioranza è di insegnanti, e già dall’anno scorso c’era una notevole sofferenza negli organici: aumenterà il precariato».

i numeri

Le nuove assunzioni destinate alla provincia, dall’Infanzia alle Secondarie di secondo grado, sono complessivamente 307, contro le 289 dell’anno scorso. C’è quindi un aumento, ma con il “trucco”, secondo i sindacati. Bisogna infatti considerare un effetto trascinamento dei buchi di organico, dovuto al fatto che l’anno scorso alle ex medie, ad esempio, vennero effettivamente assunti solo 3 insegnanti dei 93 di cui c’era il via libera, per esaurimento delle graduatorie; alle superiori, solo 37 assunzioni effettive a fronte di 129 previste. La parte rimanente delle ore venne coperta con le supplenze, e quindi quest’anno si poterà dietro l’esigenza di coprire, rispettivamente, 90 e 52 posti in organico.

La situazione della scuola primaria, a giudicare dalle assunzioni, è problematica di per sé: 19 nuovi contratti da firmare contro i 54 del 2018-19. Situazione praticamente invariata, invece, per l’infanzia, in quanto si passa da 13 a 14 docenti in a rrivo.

Nel sostegno le nuove assunzioni sono 5 per l’Infanzia, 28 alla Primaria, 49 alla Secondaria di primo grado e 12 a quella di secondo grado. Qui il problema è relativo ai numerosi posti lasciati in deroga, cioè da supplenze, che ammontano a 25, 172, 90 e ancora 90 per i quattro ordini di scuole.

Ancor più complicata la situazione del personale Ata. Secondo i calcoli sindacali, servirebbero 80 collaboratori scolatici in più, e ne arriveranno 28; il personale amministrativo dovrà fare i conti con una dotazione aggiuntiva di 6 posti in meno (16 contro 22 richiesti); arriveranno poi solo 7 nuovi direttori amministrativi contro i 25 richiesti, e 5 tecnici contro 11 di fabbisogno.

le reazioni

In attesa di sapere come si muoverà l’Ufficio scolastico provinciale, bisogna registrare appunto la reazione molto negativa della Cgil: «Non si tiene conto delle esigenze espresse dallo stesso ministero, e questo per ragioni che sembrano ispirate solo ad esigenze di cassa - è la sintesi di Cattani - Per cui stiamo preparandosi a far sentire la nostra voce, aderendo allo stato di agitazione del comparto che si sta decidendo a livello nazionale». L’agosto della scuola si preannuncia bollente. —

Stefano Ciervo

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