L’opposizione «Sulla scuola scelte errate del sindaco»
COPPARO. Prosegue il botta e risposta tra la giunta Pagnoni e l’opposizione sul tema caldo degli affidi scolastici. «La risposta del sindaco Pagnoni sulla scuola è surreale». Ad affermarlo sono i consiglieri comunali di minoranza Diego Farina, Martina Berneschi, Anna Celati, Enrico Bassi e Clara Tumiati.
la replica
A proposito della recente replica data dal primo cittadino su scuola e bandi, la minoranza si augura che si tratti «solo di un tentativo maldestro di giustificare una scelta di cui probabilmente si è già pentito». «Prendiamo atto – continuano i consiglieri – che è già arrivato il momento di addossare la colpa a chi c’era prima. Davvero curioso per chi doveva arrivare in Comune, aprire le finestre e cambiare tutto in meglio nel giro di pochi giorni. Molto arrogante come atteggiamento per chi, come fa Pagnoni, viene in consiglio comunale e non prende la parola. Anzi, convince i suoi consiglieri a cancellare l’interpellanza che avevamo proposto in merito alla scuola senza motivazioni. In questo senso, ci teniamo a precisare che non abbiamo ripresentato l’atto non solo perché è stato cancellato senza averci fornito alcuna giustificazione tecnica, ma anche perché il sindaco e il presidente Alessandro Amà ce lo hanno comunicato solo giovedì 18 luglio, ben sapendo che non vi erano più i tempi, a norma di regolamento, di presentare alcuna interpellanza».
«La verità però – continuano i consiglieri – viene sempre a galla e a molte famiglie è già chiara. Soprattutto perché i servizi educativi sono sempre stati giudicati con punteggi molto alti. Quindi sì, è colpa nostra se adesso il sindaco si vede costretto a giustificare scelte che vanno contro la continuità didattica. Che, a questo punto, viene messa in discussione già a settembre, avendo questa amministrazione scelto di fare una gara che esclude in partenza gli attuali gestori e che non garantirà alle famiglie quella sicurezza che nasce dalla continuità per i prossimi anni. Così come sul trasporto scolastico: il costo di 1,10 euro a chilometro era da anni sotto costo.
«Si potrebbe continuare oltre – concludono – ma il bello di una pubblica amministrazione è che ci sono atti che provano il percorso scelto da Pagnoni. Al primo banco di prova, spiace constatarlo, l’amministrazione ha scelto di non confrontarsi, ma di buttare tutto sulla discontinuità. Persino arrivando al punto di dire che sono stati i genitori a chiedergli di cambiare sistema». —
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