Al lavoro sul tetto dell’Ipsia Tanta paura nelle case Acer
Ieri messa in sicurezza dell’edificio scolastico di Portomaggiore scoperchiato Domani riunione per esaminare il rifacimento: costo di decine di migliaia di euro
PORTOMAGGIORE. Anche Portomaggiore è stata tra le località più colpite dal temporale di venerdì pomeriggio. Danneggiata in particolare la sede dell’Ipsia, l’istituto scolastico professionale di via Valmolino.
A causa del fortissimo vento, buona parte delle coperture si sono staccate, precipitando nel cortile interno. Ma qualche porzione è finita al di là del cancello, sul Piazzale degli Studenti.
LA scuola
Fin dalle prime ore del mattino di ieri, sul posto è arrivata una squadra dell’impresa Galliera Costruzioni di Bondeno. Un paio di tecnici sono in cima alla gru. «Ci hanno chiamato attorno alle 22 di venerdì – racconta l’ingegner Marco Galliera –. Ci stiamo occupando della messa in sicurezza dell’edificio. Si parla di qualche decina di migliaia di euro di danni? Secondo me potrebbero essere anche un po’ di più, quella parte del tetto sarà da rifare completamente».
In realtà è ancora presto per fare delle stime precise, se ne saprà di più questa mattina quando si svolgerà un incontro cui prenderà parte la Provincia, l’ente responsabile della manutenzione degli istituti scolastici superiori. «Analizzeremo nel dettaglio i danni – spiega Stefano Farina, ingegnere capo dell’amministrazione provinciale –. Il tetto dell’Ipsia di Portomaggiore è parte di un intervento fatto una ventina d’anni fa, probabilmente sono stati realizzati pochi connettori con la struttura sottostante, e così il forte vento ha comportato una sorta di effetto vela che ha staccato parte del tetto».
A essere sradicato è stato solo l’ordito di copertura, materiale leggero composto dalla coibentazione con sopra l’ondulato: le infiltrazioni all’interno del plesso sarebbero state limitate, l’ingresso dell’acqua avendo riguardato esclusivamente un corridoio. Il materiale divelto, tra cui cemento amianto, è stato raggruppato nel cortile scolastico e dopo questa prima fase di messa in sicurezza sarà smaltito.
Resta la ferita inferta a un edificio simbolo di qualsiasi comunità, come può esserlo una scuola. «E per fortuna che in questo periodo è chiusa», aggiunge l’ingegner Galliera.
la casa popolare
A Portomaggiore si sono verificati danni per la caduta di due pini marittimi in zona piscina. Poi al tetto, già di per sé in condizioni precarie, delle case popolari Acer di via XXV Aprile, di fronte a piazza della Repubblica. Uno stabile di tre piani che ha parecchi decenni sulle spalle, con tutto ciò che questo può comportare.
«Quando c’è stato quel disastro – dice una residente al piano terra, la 77enne Marisa Mingozzi – io avevo il medico in casa. A un certo punto si è sentito un gran botto e la paura, lo creda, è stata davvero tanta». A precipitare a terra sono state decine e decine di tegole, tanto che fin dall’immediato dopo fortunale la Polizia locale e i carabinieri, arrivati sul posto, hanno regolato la circolazione allestendo un senso unico alternato. Limitazione che rimarrà in vigore fino a che il materiale non sarà spostato.
A tornare a quegli attimi di terrore è stata un’altra residente, Francesca Ausilio: «Io abito con mio marito proprio sopra, all’ultimo piano – racconta la donna – e quindi ho anche sentito più forte la forza del vento. E poi quel botto delle tegole cadute: è davvero difficile immaginare una cosa simile». —
Fabio Terminali
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