Coscienze allo specchio
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara su Carlo, l'uomo di Lagosanto preso di mira dai bulletti
FERRARA. Lo sapeva mezzo paese, lo ha sempre saputo. La storia infame di tormenti e angherie andava avanti da anni: quelli che oggi sono padri e chiudono gli occhi, erano ragazzini e prendevano di mira Carlo come a Lagosanto s’è sempre continuato a fare, sempre peggio. Carlo mite, Carlo indifeso. Carlo che a chi non si capacita di come possa subire con fatalistica rassegnazione, risponde disarmante che sono bimbi e che a lui hanno insegnato che i piccoli non si toccano. Carlo insultato, Carlo preso di mira, Carlo bersagliato. Con sassi e petardi, anche, nelle lunghe sere d’estate in cui non basta più lanciarsi con un triciclo in strada, rincorrersi, dirsi di pallone e ragazzine sino allo sfinimento, sino a che è troppo tardi anche per i cuccioli delle madri più permissive o distratte.
Carlo mandato all’ospedale con un braccio malconcio, Carlo che ha sempre respinto la tentazione di andarsene. Carlo ostinato, che dopo ogni scorribanda dura fatica di sistemare e riparare. Andando a trovare due persiane in discarica per tappare le finestre sfondate, l’ultima volta. Carlo fortunato solo di poterla ancora raccontare, ché altrove è finita diversamente. E sollevato dall’aver incontrato qualcuno che s’è ribellato e ha reclamato attenzione: un vicino, la barista, pochissimi altri.
Mezzo paese sapeva e scrollava le spalle: ragazzate. Mezzo paese assolveva e si autoassolveva; anche le denunce erano cadute nel vuoto. Finché il giornale non l’ha raccontata, questa storia di meschinità e infamie. E i più l’hanno capita, hanno aperto gli occhi e perso il ghigno, inquadrato torti e diritti. L’amministrazione comunale assicura provvedimenti incisivi, i carabinieri indagano, è partita una colletta spontanea per sistemare l’abitazione vandalizzata, qualcuno ipotizza di un aiuto importante a Carlo... Solidarietà ampia, una ritrovata normalità.
Ripeto spesso che la Nuova è lo specchio della comunità ferrarese. Stavolta è servita a guardarsi nella coscienza.
Buona domenica.
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